Il ritorno di Del Grosso: la palla non voleva entrare

23 Dicembre 2019

Il terzino giuliese: «Abbiamo giocato sempre nella loro metà campo»

PESCARA. «La mia miglior prestazione? Bah, non saprei. Ci tenevo a fare bella figura, è ovvio, non mi è capitato spesso di stare fuori quasi tre mesi, ma senza i tre punti purtroppo aver giocato bene conta poco». Il terzino biancazzurro Cristiano Del Grosso è uno dei pochi veterani che ci mette sempre la faccia, anche quando la giornata non è delle più belle. E quella col Trapani non è stata certa una partita che ti piace dover raccontare. Tanto più se in settimana ti sei lamentato di essere un po' “trascurato” dal mister perché convinto di poter dire e dare un contributo utile. «Io mi conosco, quando so di stare bene, di aver la gamba a posto, mi piace avere la giusta considerazione», ribadisce il 36enne Del Grosso, che non conferma indiscrezioni su una sua eventuale partenza in gennaio. Ma neppure pare escluderla. Certo, tornando alla partita, la squadra di Castori non è che si sia vergognata più di tanto nello schierarsi al gran completo a difesa dei bastioni virtuali degli ultimi 20 metri, ma era giusto aspettarsi qualcosa di più dai biancazzurri. O no? «Che devo dire? Abbiamo giocato nella loro metà campo dal primo minuto, ma la palla non è voluta entrare. E poi loro, che sapevamo avrebbero cercato solo le ripartenze, ci hanno fatto gol nell'unica occasione avuta. Ora però pensiamo a Livorno, altra partita tosta».
Ci sarebbe da dire che pure il Pescara non è che a sua volta ne abbia create molte di opportunità. Anzi, sotto il profilo della produttività offensiva forse una delle peggiori della stagione. Vero Luca Palmiero? «Qualche occasione siamo riusciti a crearla, purtroppo non è bastato», risponde il playmaker di Zauri, anche lui al rientro dopo un lungo stop, in questo caso per guai fisici, «il fatto è che loro, come si pensava, si sono messi tutti dietro la palla ed è stato difficile trovare soluzioni in attacco. Per di più alla prima occasione ci hanno fatto gol e poi com'era prevedibile si sono chiusi ancora di più» Sul piano personale, invece, che rientro è stato? Quando si rivedrà il miglior Palmiero? «Fisicamente mi sento abbastanza bene, naturalmente in qualche occasione non sono stato al meglio in quanto a lucidità, ma ovviamente la tenuta per novanta minuti, la condizione migliore verrà solo con la continuità».
In un pomeriggio un po' così, uno che avrebbe motivo di sorridere nello spogliatoio biancazzurro c'è: Milos Bocic, un millennial serbo (Belgrado, 26 gennaio 2000) ai primi passi nel calcio professionistico. Pochi minuti ma vissuti intensamente, con tanta voglia di fare e dimostrare. «Felice? Potrei esserlo solo se avessimo portato a casa i tre punti, perché in realtà nello spogliatoio siamo tutti molto arrabbiati per questo pareggio, questo punto che non ci può certo soddisfare. Volevamo e meritavamo di fare il risultato pieno».
Continua il periodo a dir poco non felice per i biancazzurri. Come si vive nello spogliatoio? «Nel calcio capita a tutti di attraversare periodi di difficoltà, in cui sembra che tutto gira contro. Però», continua il giovanissimo biancazzurro, «abbiamo la convinzione di poter fare bene, però siamo arrabbiati ma anche consapevoli che queste da situazioni si esce lavorando e continuando ad avere fiducia in noi stessi».
Ora la trasferta di Livorno. Non una passeggiata. «Sarà difficile, siamo tutti consapevoli, ma anche convinti di poter fare bene se giochiamo come sappiamo. Sono certo che sapremo prepararla nel modo migliore».
Tra due settimane inizia il mercato di riparazione, pensi di chiedere di avere la possibilità di giocare con un po' di continuità? «No, sono molto felice di stare qui», replica Milos Bocic, che sul piano dialettico sembra quasi un veterano, «sono sicuro che potrò avere le mie opportunità». In ogni caso la candidatura a prima alternativa dei trequartisti di qualità è lanciata. A Zauri il compito di gestirla al meglio, per il giovanotto e per il Pescara.
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