Il ritorno di Marinelli: un gol contro gli infortuni

13 Marzo 2019

Il centravanti del Cupello in rete a Capistrello nel giorno del ritorno in campo «Il calvario è alle spalle, dedico il gol di domenica ai familiari e alla fidanzata»

Una luce in fondo al tunnel. E' quella intravista, domenica scorsa a Capistrello, dal centravanti del Cupello Vito Marinelli. Tornato ad assaporare il calcio giocato e l'ebbrezza del gol dopo un lungo periodo di stop. «Non ho mai», confessa il diretto interessato, «pensato di smettere. Di mollare. Nemmeno quando, ad inizio della stagione in corso, ho subito una ricaduta facendomi di nuovo male ai legamenti crociati del ginocchio sinistro. Certo, in quei frangenti è stata dura. Soprattutto pensando a ciò che mi aspettava. Alla lunga fase riabilitativa, avendola già vissuta l'anno precedente. Ed in tal senso è stata fondamentale l'appoggio e la presenza dei miei genitori (il papà Vitale e la mamma Chiara, ndc) e di Ilaria, la mia ragazza. Senza di loro non credo ce l'avrei fatta». Quello di Marinelli, in effetti, è stato un lungo calvario. Iniziato proprio quando, dopo una carriera avviata prestissimo (6 gare e 3 gol, col San Salvo, in Promozione, a soli 15 anni) e la successiva trafila nelle giovanili del Pescara, fino alla Primavera (e con due presenze all'attivo in Coppa Italia, con la prima squadra), il quasi 28enne (li compirà l'11 maggio prossimo) bomber sansalvese sembrava aver coronato il suo sogno. Approdando nelle file del Chieti, dopo aver già segnato gol a grappoli in Eccellenza (81 in 132 gare col San Salvo, 10 in 12 gare col Cupello), vincendo anche una classifica marcatori, nella stagione 2015/2016. Sembrava l'inizio di un nuovo entusiasmante capitolo della sua vita calcistica, e invece... «Purtroppo è andata come tutti sapete, ovvero malissimo. Mi infortunai quasi subito, in allenamento, ai legamenti crociati del ginocchio sinistro: sei mesi di cure, trascorsi i quali ecco il nuovo stop, a sole sette gare dal rientro. Stavolta a saltare fu il menisco (sempre del ginocchio sinistro, ndc) e la mia stagione in neroverde si concluse lì, anche se di quella esperienza serbo comunque bei ricordi. Sia per quel che riguarda lo spogliatoio, sia della piazza, meritevole di palcoscenici ben più importanti, che spero riesca a centrare, quest'anno». Si arriva così all'estate scorsa e al ritorno a Cupello, nelle cui file parte subito forte, segnando sia in Coppa Italia che alla prima di campionato. Troppo bello per essere vero. E, infatti, lo jellatissimo Vito si blocca di nuovo, complice il secondo infortunio ai crociati, dal quale è riemerso solo nelle ultime settimane. «Nelle quali ho lavorato sodo, immaginando il mio ritorno in campo». Diventato realtà domenica scorsa, come detto, a Capistrello. «Sapevo di star bene», commenta Marinelli, «e che in caso di bisogno il mister avrebbe potuto contare su di me, e così è stato. Peccato solo che la rete siglata nel finale non sia servita ad evitare il ko». La prima (rete) di una lunga serie: «Me lo auguro di cuore, anche perché sarebbe ora. Rete che desidero fortemente dedicare alle tre persone in precedenza indicate, ovvero mamma, papà e fidanzata. Il minimo sindacale, se si considera quanto hanno fatto per me in tutti questi mesi».
Gol a parte, com'è andata domenica? «Abbastanza bene», conclude Vito Marinelli, «nel senso che il ginocchio ha retto, tenendo botta anche nei contrasti. Certo, un minimo di paura di fondo resta sempre, ma voglio tornare a pensare positivo. E recuperare tutto il tempo perso».
Stefano De Cristofaro
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