Il ritorno di Moreo, in gol dopo 108 giorni di digiuno

L’attaccante aveva segnato quattro volte nel girone d’andata, poi l’arrivo di Forte e tanta panchina. «Ho lavorato per farmi trovare sempre pronto»
TERAMO. Dopo tre mesi e mezzo (108 giorni di astinenza, per la precisione) Stefano Moreo è tornato al gol. Per l'airone milanese, classe 1993, il quinto centro in campionato ha un sapore speciale: «Dedico questa rete ai miei genitori, perchè mi danno la forza per andare avanti e mi supportano ogni giorno. Finalmente mi sono sbloccato. Il gol mi mancava davvero tanto, ma non è stato un periodo fortunato per me e per i miei compagni di reparto. Speriamo che la sorte sia passata dalla nostra parte. Segnare in un derby, poi, ha un significato particolare».
Nel derby d'andata, giocato al Fattori a metà novembre e perso 2-0 dal Teramo, Moreo si era visto respingere un tiro dalla traversa mentre stavolta si è rifatto con gli interessi: «E' stato come chiudere il cerchio rispetto a quell'episodio», dice l'attaccante di proprietà della Virtus Entella, «e questo gol mi ripaga, per esempio, del palo colpito con la Carrarese due partite fa. In questi mesi ho lavorato in tranquillità, cercando di farmi trovare sempre pronto. Al di là della soddisfazione personale, però, era importante vincere con L'Aquila per avvicinarci ulteriormente alla salvezza. Ormai ci siamo quasi. Adesso l'obiettivo è chiudere la stagione nel migliore dei modi».
A proposito delle sue caratteristiche, Moreo svela un dettaglio finora sconosciuto: «E' da tre-quattro anni che faccio la punta centrale. Io, in realtà, sono nato come esterno d'attacco. Rispetto a Forte, che è una vera prima punta, ho la tendenza a svariare e ad attaccare maggiormente la profondità».
Moreo, al primo gol del 2016, aveva lasciato il segno anche contro Santarcangelo, Lupa Roma, Maceratese e Lucchese e non segnava in casa dallo scorso 10 ottobre, cioè dal 3-0 alla Lupa Roma. Il ritorno al gol nel derby è coinciso con la seconda partita consecutiva da titolare giocata nel girone di ritorno.
Gaetano Lombardino
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