Il Roseto vince a fatica, cinque minuti da grande per mantenere la vetta

I biancazzurri soffrono contro la penultima della classe Il play Di Emidio: «Ora alleniamoci, mercoledì c’è Jesi»
ROSETO60
CIVITANOVA M.53
ROSETO: Gaeta, Zampogna 3, Di Emidio 6, Bassi 8, Mei ne, Ruggiero, Pastore 6, Mraovic 3, Nikolic 12, Di Carmine 6, Serafini 16.
Allenatore: Quaglia.
CIVITANOVA MARCHE: Abbate ne, Montanari ne, Rosettani 3, Costa 4, Seri ne, Guerra 13, Pedicone 4, Felicioni 10, Vallasciani 4, Dessì ne, Riccio 5, Musci 10. Allenatore: Schiavi.
Arbitri: Guerra e Purrone.
Note: spettatori: 600 circa. Parziali: 15-12; 29-25; 51-38; 60-53 Roseto: Tiri da 2: 19/38 (50%); Tiri da 3: 5/30 (17%); Tiri Liberi: 7/8 (88%); Rimbalzi:38 (26 dif.+ 12 off), Assist 15, Perse/Recuperate 8/5 Civitanova: Tiri da 2: 17/33 (52%); Tiri da 3: 5/21 (24%); Tiri Liberi: 4/10 (40%); Rimbalzi: 38 (32 dif.+ 6 off), Assist 8, Perse/Recuperate 15/5.
ROSETO
Due sono le note positive della vittoria della capolista Liofilchem Roseto per 60-53 contro la Virtus Civitanova Marche: i primi 5 minuti del terzo quarto, gli unici giocati al ritmo giusto, e l’aver preso i due punti in palio grazie all’inconsistenza mentale dei marchigiani che hanno avuto la colpa di sentirsi spaesati nei tre minuti finali, tanto da consegnarsi a braccia abbassate ai padroni di casa in totale crisi di gioco: basti pensare che gli ultimi canestri dal campo, i rosetani li infilavano a 4 minuti dalla sirena, con Civitanova a fare poco meglio segnando un minuto dopo.
Una gara approcciata e giocata male dai biancazzurri, con Amoroso in tribuna per turn over, assenza che ha pesato su un attacco che si è accontentato di giocate quasi scolastiche, senza andare invece con la necessaria cattiveria agonistica sotto il canestro avversario a trovar punti più sicuri. Ne è scaturita una gara a basso punteggio, inusuale per una squadra come Roseto che di solito ne mette oltre 80 per gara, la migliore di tutto il girone C, inusuale anche pensando al fatto che di fronte c’erano la prima contro la penultima: a metà gara, erano solo 29 i punti segnati dalla Liofilchem, mai così pochi in casa in questa stagione. Dopo l’intervallo, i biancazzurri piazzavano subito un parziale di 10-0 finalmente trovando quel ritmo che serviva alle giocate per andare a segno con regolarità: erano i lunghi ad incidere, finalmente consistenti nell’area avversaria, grazie ai canestri importanti del trio Bassi, Nikolic e Serafini che valevano il +13 del 30’ (51-38). Dopo quella fiammata però, Roseto si adeguava di nuovo al gioco avversario, man mano spegnendosi fino a segnare la miseria di 9 punti nei 10 minuti finali.
Poca voglia di sorridere da parte del play rosetano Di Emidio: «Meglio pensare solo a questi due punti presi e a quei pochi minuti giocati come sappiamo. L’assenza di Amoroso è stata importante, ma ci ha fatto più male quella settimana di pausa forzata per Covid che ci ha bloccato nel percorso di crescita fisica». Mercoledì si rigioca, di nuovo al PalaMaggetti, per recuperare il match saltato contro Jesi per Civid: «Meglio così», conclude Di Emidio, «meglio pensare solo ad allenarci e giocare. La vittoria della Coppa Italia ci ha confermato che più giochiamo e prima torneremo ad essere noi stessi».
Marco Rapone
CIVITANOVA M.53
ROSETO: Gaeta, Zampogna 3, Di Emidio 6, Bassi 8, Mei ne, Ruggiero, Pastore 6, Mraovic 3, Nikolic 12, Di Carmine 6, Serafini 16.
Allenatore: Quaglia.
CIVITANOVA MARCHE: Abbate ne, Montanari ne, Rosettani 3, Costa 4, Seri ne, Guerra 13, Pedicone 4, Felicioni 10, Vallasciani 4, Dessì ne, Riccio 5, Musci 10. Allenatore: Schiavi.
Arbitri: Guerra e Purrone.
Note: spettatori: 600 circa. Parziali: 15-12; 29-25; 51-38; 60-53 Roseto: Tiri da 2: 19/38 (50%); Tiri da 3: 5/30 (17%); Tiri Liberi: 7/8 (88%); Rimbalzi:38 (26 dif.+ 12 off), Assist 15, Perse/Recuperate 8/5 Civitanova: Tiri da 2: 17/33 (52%); Tiri da 3: 5/21 (24%); Tiri Liberi: 4/10 (40%); Rimbalzi: 38 (32 dif.+ 6 off), Assist 8, Perse/Recuperate 15/5.
ROSETO
Due sono le note positive della vittoria della capolista Liofilchem Roseto per 60-53 contro la Virtus Civitanova Marche: i primi 5 minuti del terzo quarto, gli unici giocati al ritmo giusto, e l’aver preso i due punti in palio grazie all’inconsistenza mentale dei marchigiani che hanno avuto la colpa di sentirsi spaesati nei tre minuti finali, tanto da consegnarsi a braccia abbassate ai padroni di casa in totale crisi di gioco: basti pensare che gli ultimi canestri dal campo, i rosetani li infilavano a 4 minuti dalla sirena, con Civitanova a fare poco meglio segnando un minuto dopo.
Una gara approcciata e giocata male dai biancazzurri, con Amoroso in tribuna per turn over, assenza che ha pesato su un attacco che si è accontentato di giocate quasi scolastiche, senza andare invece con la necessaria cattiveria agonistica sotto il canestro avversario a trovar punti più sicuri. Ne è scaturita una gara a basso punteggio, inusuale per una squadra come Roseto che di solito ne mette oltre 80 per gara, la migliore di tutto il girone C, inusuale anche pensando al fatto che di fronte c’erano la prima contro la penultima: a metà gara, erano solo 29 i punti segnati dalla Liofilchem, mai così pochi in casa in questa stagione. Dopo l’intervallo, i biancazzurri piazzavano subito un parziale di 10-0 finalmente trovando quel ritmo che serviva alle giocate per andare a segno con regolarità: erano i lunghi ad incidere, finalmente consistenti nell’area avversaria, grazie ai canestri importanti del trio Bassi, Nikolic e Serafini che valevano il +13 del 30’ (51-38). Dopo quella fiammata però, Roseto si adeguava di nuovo al gioco avversario, man mano spegnendosi fino a segnare la miseria di 9 punti nei 10 minuti finali.
Poca voglia di sorridere da parte del play rosetano Di Emidio: «Meglio pensare solo a questi due punti presi e a quei pochi minuti giocati come sappiamo. L’assenza di Amoroso è stata importante, ma ci ha fatto più male quella settimana di pausa forzata per Covid che ci ha bloccato nel percorso di crescita fisica». Mercoledì si rigioca, di nuovo al PalaMaggetti, per recuperare il match saltato contro Jesi per Civid: «Meglio così», conclude Di Emidio, «meglio pensare solo ad allenarci e giocare. La vittoria della Coppa Italia ci ha confermato che più giochiamo e prima torneremo ad essere noi stessi».
Marco Rapone

