Il rugby aquilano resta in A ma deve definire il futuro

14 Maggio 2018

Va avanti il progetto con Gran Sasso, Polisportiva, Vecchie Fiamme e Neroverde non si sa se con una o due squadre. Il sogno è di portare qualche big abruzzese

L’AQUILA. Il rugby aquilano in fase di cambiamento. L’Aquila rugby club deve definire il suo futuro e superare i problemi economici ed organizzativi che ne hanno condizionato anche l’ultima annata sportiva.
Il club presieduto da Fulvio Angelini in settimana ha incontrato gli atleti per la consegna delle maglie e vuole dare risposte a breve, per questo ha anche avuto una riunione interlocutoria con l’Associazione “Gente di rugby”.
Giovedì dalle ore 20, al Parco del Castello, l’Associazione rugbisti aquilani ha organizzato il Rugby Spring Party un’occasione per la squadra di incontrare, salutare e ringraziare i sostenitori. Prosegue invece la costituzione della nuova franchigia tra Gran Sasso, Polisportiva, Vecchie Fiamme e L’Aquila Neroverde, con i quattro sodalizi impegnati ad affrontare i necessari passaggi burocratici. Il progetto ha avuto consensi e qualche critica, come quelle dell'ex atleta e presidente Antonio Di Zitti, non convinto dalla formula scelta.
L’Aquila sarà quindi ancora rappresentata in serie A, in estate si saprà da quante squadre. Due o una formazione, il sogno è quello di rivedere in neroverde qualcuno degli atleti abruzzesi fuori sede. Impossibile puntare nel Guinness PRO14 dove gioca il pilone teramano Marco Riccioni, fermo l’ultima parte di stagione per infortunio con la Benetton Treviso, che è stato invitato da CT dell’Italrugby nei raduni dell’ultimo sei nazioni. Nella franchigia delle Zebre, militano invece l’ala marsicana Giovambattista Venditti ed il mediano di mischia aquilano classe 1996 Riccardo Raffaele, frenato dagli infortuni dopo i successi di Calvisano. Difficile sperare anche nel ritorno degli aquilani che militano in Eccellenza.
Con Calvisano, che il 19 maggio giocherà la finale scudetto a Padova contro il Petrarca, giocano il mediano di mischia Nicolò Casilio e la seconda linea Ugo D’Onofrio. Le Fiamme Oro Roma del Direttore Tecnico Massimo Mascioletti hanno invece in organico i trequarti Roberto Quartaroli e Marco Di Massimo ed il pilone di Paganica Stefano Iovenitti. A Mogliano è in rosa la seconda linea Vittorio Flammini; nella Lazio è da qualche anno un punto di riferimento il pilone Davide Di Roberto e nei Medicei, allenati dal tecnico di origini marsicane Pasquale Presutti, militano Valdo Cesareo ed il teramano Roberto Reale. A Firenze può arrivare anche il pilone Guido Romano, tra i 4 aquilani convocati per il Mondiale under 20, che dopo l’esperienza A Colorno è pronto per il salto di categoria.
Nel Viadana, allenato nel reparto degli avanti dal pescarese Plinio Sciamanna, giocano i piloni Antonio Brandolini e Nicola Breglia che però è risultato positivo all’antidoping dopo la partita Viadana-Petrarca del 7 aprile. Nella società giallonera è inoltre approdato l’apertura aquilana Filippo di Marco, che ha ben figurato con l’Accademia Federale insieme al centro-ala di Sulmona Alessandro Forcucci che invece può far ritorno alle Fiamme Oro a Roma.
Con un progetto serio si può puntare però a riportare a casa qualcuno dei giocatori che militano in serie A. Tra questi con il Valsugana c’è Antonio Caione, a Padova per ragioni di studio, ha centrato la promozione in eccellenza dopo la vittoria dei veneti 22-13 nella semifinale di ritorno contro il Cus Genova. Il 26 maggio allo stadio Mirabello di Reggio Emilia si gioca la finalissima contro Verona che a sorpresa ha superato 3-13 i Lyons Piacenza. A Udine gioca invece Antonio Giannangeli, oramai da anni in Friuli, mentre a Recco con la Pro ha giocato il terza linea classe 1992 teatino Kevin Cacciagrano.
Tommaso Cantalini