Il ruggito di Ciccone: vince l’ultima tappa del Giro del Delfinato

12 Giugno 2023

Il teatino dopo il forfait al Giro d’Italia si prepara al Tour  «Dedico il successo ad Annabruna che sposerò il 21 giugno»

Dalla grande delusione per la mancata partecipazione al Giro d’Italia a causa del Covid al ritorno alla vittoria. E che vittoria. Giulio Ciccone ha trionfato nell’ultima frazione del Criterium du Dauphine, in Francia, mettendosi alle spalle Jonas Vingegaard e Adam Yates. Ed è anche arrivata la vittoria nella speciale classifica degli scalatori.
La tappa. Da Le Pont de Claix a La Basteille, l’ultima frazione del Delfinato misura 153 km e ci sono da scalare ben tre gran premi della montagna prima dell’arrivo posto al termine di una salita breve ma con pendenze constanti tra il 15 e il 22%. Ritmi elevatissimi da subito, Giulio Ciccone è bravo ad inserirsi nella fuga giusta ma il suo progetto rischia di essere messo in pericolo dalla presenza di Julian Alaphilippe. Il due volte campione del mondo è vicino ai primissimi nella generale e il gruppo deve tenere sotto controllo la fuga. Con Alaphilippe e Ciccone ci sono Victror Campenaerts (Lotto) a caccia dei punti per la maglia degli scalatori, Tiesj Benoot (Jumbo), Franck Bonnamour (AG2R), Nelson Oliveira (Movistar), Matteo Trentin (UAE), David De La Cruz (Astana) e Clement Champoussin (Arkéa). Il vantaggio massimo dei fuggitivi è di 2’45”, ma ai piedi della prima ascesa impegnativa di giornata la Ineos impone un ritmo forsennato e il vantaggio scende. Davanti restano i migliori: Ciccone, Alaphilippe, Benoit. Champoussin si riporta sui tre mentre dal gruppo ecco l’attacco di Castroviejo. Il corridore della Ineos guadagna subito e sul col de Coucheron si riporta sui primi. Al comando sono in cinque e all’inizio del col de Porte ecco lo scatto di Giulio Ciccone. Resiste solo Alaphilippe mentre la Uae di Adam Yates decide di forzare per difendere la seconda posizione nella generale. Ciccone capisce che Alaphilippe è al limite, il teatino della Trek va via da solo e firma un piccolo capolavoro. Alle spalle il gruppo sale forte con Adam Yates che si trascina Jonas Vingegaard e Ben O’Connor. Ciccone non perde anzi guadagna e in discesa si prende tanti rischi per rosicchiare secondi. È Ciccone contro il gruppo dei migliori: mancano gli ultimi 1.400 metri. Tutti con pendenze proibitive. Ciccone è perfetto, sale con il suo passo e nonostante l’attacco di Vingegaard arriva con un bel margine tutto solo sul traguardo. Vince indicando il 2027, ovvero l’anno del prolungamento del suo contratto con la Trek. Secondo Jonas Vingegaard e terzo Adam Yates. In classifica generale il danese della Jumbo ha trionfato davanti a Yates e O’Connor. Per Ciccone un successo di prestigio: dopo aver battuto a marzo alla Catalunya Evenepoel e Roglic, ieri ha messo in fila Vingegaard e Yates. «Gli ultimi 500 metri», ha detto Ciccone, «sono stati duri. Quest’anno il Giro era il mio obiettivo, ma, poi, il Covid mi ha fermato. Ero venuto qui al Delfinato per ritrovare le giuste sensazioni in vista del Tour e ora ho la consapevolezza di stare bene. E sono felice di aver chiuso questa gara con una vittoria. Il 21 giugno mi sposo e voglio dedicare questa vittoria ad Annabruna, la mia futura moglie. Prossimi obiettivi? Campionato italiano e Tour. In Francia vorrei provare a vincere una tappa e indossare la maglia a pois degli scalatori». Per Ciccone appuntamento il 25 giugno con il campionato italiano in Trentino. Vincere e andare in Francia al Tour vestito con il tricolore sarebbe l’ideale.
Enrico Giancarli
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