il saluto dell’uomo della promozione
L’AQUILA. Visibilmente emozionato e con qualche lacrima nascosta dagli occhiali da sole, l’ex tecnico dell’Aquila Giovanni Pagliari ha tenuto ieri mattina la conferenza stampa di addio ai colori...
L’AQUILA. Visibilmente emozionato e con qualche lacrima nascosta dagli occhiali da sole, l’ex tecnico dell’Aquila Giovanni Pagliari ha tenuto ieri mattina la conferenza stampa di addio ai colori rossoblù nella sala allestita nel centro tecnico di Centi Colella. Una storia d’amore quella tra L’Aquila e l’allenatore marchigiano durata 18 mesi, intensi, ricchi di gioie e successi che resteranno negli almanacchi. A partire dal capolavoro di due stagioni fa quando, subentrato a poche giornate dalla fine della stagione regolare, portò i rossoblù alla qualificazione play off, quindi alla vittoria degli spareggi di Seconda divisione al termine delle sfide fratricide contro Chieti e Teramo . Un capolavoro bissato lo scorso anno in Prima divisione, guidando L’Aquila al miglior piazzamento nella storia della categoria con il quinto posto e con la qualificazione ai play off per la serie B. L’idillio però si è spezzato quest’anno dopo l’illusione della vittoria estiva a Bologna in Tim Cup. L’allenatore di Tolentino ha pagato, infatti, un inizio di campionato al di sotto delle aspettative con zero vittorie e con soli cinque punti conquistati nelle prime sei partite. Così nella notte di lunedì, il club aquilano ha preso la decisione di esonerarlo. Arrivato davanti ai giornalisti e ad alcuni dei più cari amici, Pagliari è andato subito al punto: «E’ un esonero non calcistico. Tutto nasce questa estate dai domiciliari di Elio Gizzi perché lui era il mio paracadute, la persona che mi stimava di più. Uscito lui di scena, sono rimaste persone che non amano L’Aquila Calcio come l’amava lui». Una stoccata rivolta a Chiodi e Mancini, malgrado il tecnico abbia evitato di citarli.
Poi, Pagliari affronta il tema più caldo, quello del rapporto con la città: «Saluto tutti i tifosi e una città intera da cui ho ricevuto amore e per la quale ho nutrito amore. Sono stati mesi meravigliosi però con amarezza, dico che in questi ultimi quindici giorni mi sono sentito ferito dagli aquilani. Sono andati dietro a chiacchiere da bar e potevano evitare di cancellare la storia perché quella non si può cancellare. Comunque per come sono fatto io, non cambierà l’affetto che ho per L’Aquila e per il suo popolo. Dico anche che quello di oggi chissà, potrebbe essere solo un arrivederci».
Infine il saluto di rito alla squadra: «Mi ha ferito sentir dire da qualcuno che alcuni giocatori in queste settimane abbiano giocato contro di me. Questo invece è un gruppo vero, ringrazio ognuno dei miei ragazzi per la disponibilità e l’affetto che mi hanno dimostrato. Auguro loro le più grandi soddisfazioni in questo prosieguo di stagione. Sempre Forza L’Aquila», ha concluso Pagliari con la voce rotta dall’emozione.
Giammarco Menga
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