Il Sassuolo affonda l’Inter e Icardi litiga con i tifosi

REGGIO EMILIA. Una disfatta. L'Inter viene travolta dal tridente delle meraviglie del Sassuolo, Zaza, Sansone e Berardi e subisce un duro colpo ai propositi di riscatto chiesti da Mancini. È la...
REGGIO EMILIA. Una disfatta. L'Inter viene travolta dal tridente delle meraviglie del Sassuolo, Zaza, Sansone e Berardi e subisce un duro colpo ai propositi di riscatto chiesti da Mancini. È la seconda sconfitta consecutiva per i nerazzurri, superati in classifica dallo stesso Sassuolo per la gioia del proprio presidente Giorgio Squinzi, noto tifoso del Milan, che a fine gara ha detto: «Bene il risultato, Zaza non si muove».
È un risultato, il 3-1 finale, che non fa una grinza. Meritata la vittoria del Sassuolo, avanti di due gol all'intervallo, in sofferenza solo nel finale quando su un retropassaggio di Magnanelli, con un po’ di fortuna Icardi ha riaperto la gara. Solo una illusione perché nel recupero il Sassuolo ha messo al sicuro il risultato con Berardi su rigore. Contestati i giocatori dell'Inter a fine gara. Icardi ha lanciato due volte la maglia da gioco ai propri tifosi che l'hanno subito rilanciata all'attaccante in segno di protesta. Cori offensivi dagli stessi interisti all'indirizzo dell'attaccante che ha reagito innescando un animato battibecco a suon di insulti con i tifosi nerazzurri. Dopo le offese le scuse. Mauro Icardi protagonista del finale caldo al termine della partita e dell’ alterco con i tifosi che occupavano la curva, è tornato poi sul terreno di gioco per scusarsi con i tifosi (pochi) rimasti sugli spalti del Mapei Stadium. Insieme ad Icardi c'erano altri compagni di squadra tra i quali Guarin, Ranocchia, Handanovic e Palacio.
Alle stelle il Sassuolo, a cominciare dal suo allenatore Eusebio Di Francesco. «È questo il Sassuolo che voglio, per determinazione, voglia, cattiveria agonistica.», afferma soddisfatto, «dobbiamo interpretare tutte le gare nello stesso modo». «Nel mio concetto di calcio è impossibile giocare con una squadra che si allunga, alla base di tutto ci deve essere un blocco che sia sempre corto, compatto», prosegue, «è ovvio che contro l’Inter ti abbassi di più perché loro hanno più palleggio ma contro le squadre meno importanti dal punto di vista tecnico giochiamo più alti. Succedeva anche in serie B, l’importante è che mentalità e idea di gioco non cambino. Cerco di far interpretare ai miei giocatori quello in cui credo, si possono cambiare interpreti ma per arrivare ai risultati c’è solo il lavoro, nella quotidianità e nel lungo periodo».
A rimorchio le frasi confortanti di Zaza: «Ho sempre detto che voglio restare qui, poi c’è stata sempre la voglia del dottor Squinzi e dei dirigenti di farmi rimanere qui, ho questi mesi per diventare ancora più forte, io non mi sento un top player, devo ancora diventarlo, magari lo sarò a fine anno».

