Il teramano Malone è vice campione d’Italia nel Trofeo Honda

25 Novembre 2015

TERAMO. Marco Malone, pilota motociclista di Bellante, è vice campione italiano dopo sei prove di campionato nel trofeo Honda CBR 600 RR. Un'alternarsi di gare impegnative per i circuiti che ha...

TERAMO. Marco Malone, pilota motociclista di Bellante, è vice campione italiano dopo sei prove di campionato nel trofeo Honda CBR 600 RR. Un'alternarsi di gare impegnative per i circuiti che ha dovuto affrontare e per la qualità dei piloti con cui si è dovuto battere.

L'esperienza acquisita nel tempo già dalle mini moto, lo hanno fatto maturare e gara dopo gara, conquistando punti importanti ha chiuso il 2015 con il titolo di vice campione d'Italia. Di gare ne ha vinte tante, di risultati prestigiosi ne ha ipotecati diversi, ma un podio del genere non lo aveva mai assaporato. La sicurezza matematica l'ha ottenuta al circuito del Mugello, ultima prova del trofeo. Con il secondo posto conquistato, Marco Malone ha distaccato il terzo classificato di solo quattro punti. La giovane età, 17 anni compiuti sabato scorso, fanno sperare per il suo futuro. Il sogno di tanti piloti come lui è quello di partecipare a gare di MotoGP.

«Sono contentissimo di questo risultato», dichiara Malone, « mi sono preparato al meglio per affrontare le sei gare di campionato. Anche se in qualche occasione la fortuna mi ha voltato le spalle, ho saputo reagire. Tre secondi posti, due terzi posti e un ritiro per una caduta nel circuito di Vallelunga, mi hanno fatto diventare vice campione italiano nel Trofeo Honda. I miei ingegneri motoristici e i miei meccanici sono stati sempre pronti a farmi gareggiare con la moto al top. Continuando gli studi e gli allenamenti quotidiani, penso già alla stagione 2016. Se tutto va bene, con l'aiuto dei miei sponsor che ringrazio per quello che hanno fatto, vorrei partecipare al campionato italiano velocità nella categoria Supersport 600 e partecipare anche a qualche gara del campionato europeo Stok 600. Queste gare», conclude, «sono veramente impegnative».

Roberto De Maggi

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