Il Teramo aspetta la Figc I medici sociali in rivolta

Il club biancorosso non ha richiamato i giocatori per gli allenamenti e attende il vertice tra Governo e Federcalcio. I sanitari della Lega Pro: ripresa impossibile
TERAMO. Situazione caotica in serie C, ma il presidente della Figc Gabriele Gravina scrive ai 60 club e prova a gettare acqua sul fuoco. Le decisioni del consiglio federale, che mercoledì ha deliberato di fare ripartire anche la Lega Pro, si sono abbattute come un fulmine a ciel sereno su molte società. Il Teramo è tra i club che continuano a sostenere l'impossibilità di tornare in campo, alla luce dei costi elevati legati al protocollo medico e alla sanificazione del Bonolis (servirebbe un esborso che oscilla tra i 150mila e i 200mila euro).
NESSUNA COMUNICAZIONE. I giocatori, al momento, non hanno ricevuto direttive su un'eventuale ripresa degli allenamenti e proseguono il lavoro personalizzato a distanza. Il Teramo, prima muovere passi ufficiali, attende di conoscere l'esito dell'incontro di giovedì tra il Governo e i vertici del calcio, al quale faranno seguito un'assemblea di Lega e un nuovo consiglio federale (previsto intorno al 2-3 giugno).
LE REAZIONI. Il presidente Franco Iachini, nella giornata di ieri, ha avuto diversi impegni e non ha rilasciato altre dichiarazioni dopo la nota diffusa mercoledì nella quale si evidenziava una certa sorpresa per il contenuto delle disposizioni emerse in Figc. Ieri ci sono però state diverse reazioni. È venuto a galla il malcontento dei medici sociali, che hanno inviato una lettera al consiglio federale e alla Lega Pro. «La ripresa della serie C, con questo protocollo, è un'ipotesi irricevibile», hanno scritto i medici annunciando, inoltre, «possibili iniziative clamorose». Nella lettera i medici della C hanno sottolineato che i tamponi ogni tre giorni e i test sierologici settimanali sarebbero «difficili da recuperare in quantità così ingente» e «troppo costosi per le società»; che le strutture per il ritiro forzato, in caso di una positività, non sono «a disposizione» per gran parte delle società e che è «impensabile attribuire al medico sociale la responsabilità civile e penale» per l'applicazione del protocollo. Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, dal canto suo, ha dichiarato: «Ho letto la presa di posizione dei sessanta medici di serie C. Cosa dire? La catena di comando per il Covid-19 era ed è la seguente: autorità sanitaria-Governo-Coni-Figc-Leghe. I medici sociali in più hanno la conoscenza della realtà concreta. Da parte mia rispondo come Garibaldi a Teano: obbedisco».
In serata sono poi arrivate le parole "distensive" del presidente della Figc Gabriele Gravina, che ha scritto alle società di Lega Pro: «La tutela della salute va tenuta in massima considerazione. Il percorso che abbiamo tracciato prevede la ripresa regolare del campionato solo se nelle prossime settimane i protocolli sanitari divenissero pienamente applicabili anche in Lega Pro. In caso contrario, se non si potesse ricominciare con il calendario ordinario, individueremo un nuovo format per far disputare in sicurezza, più avanti nel tempo, sia play off che play out, affinché siano i risultati del campo a determinare le promozioni e le retrocessioni».
IL FORMAT. Nel caso in cui si dovesse tornare in campo per disputare le otto gare di regular season (ipotesi che appare comunque remota, per problemi di tempistica) il Teramo avrebbe cinque partite in trasferta e tre in casa. Se invece si optasse solo per i play off il Teramo giocherebbe a Catanzaro, ma occhio alla variabile coppa Italia. Se la Ternana battesse la Juventus U23 in finale, infatti, andrebbe ai play off l'undicesima del girone C (la Vibonese) e il Diavolo riceverebbe la visita della Virtus Francavilla.
Gaetano Lombardino
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