Il Teramo di Ugolotti dà l’illusione della svolta solo per un quarto d’ora

Bell’avvio dei biancorossi e due occasioni da gol, poi il Sudtirol prende in mano la partita e sfiora più volte il vantaggio
TERAMO. L’illusione che la quarta svolta tecnica della stagione (Ugolotti dopo Zauli 1, Nofri e Zauli 2) producesse subito dei buoni risultati è durata un quarto d’ora, il primo. Poi il Teramo è presto ricaduto nelle difficoltà e nelle paure che lo accompagnano dall’estate scorsa ed ha dovuto soffrire non poco per mettersi in tasca almeno il punticino che lo tiene a +1 sul Fano. Potevano essere tre, i punti, se nell’ultima azione della partita Barbuti avesse centrato la porta di testa, ma francamente sarebbe stato un premio eccessivo per il Diavolo e una punizione immeritata per il Sudtirol. Che, pur non avendo levatura trascendentale, ha sbattuto in faccia al Teramo tutto quello che una squadra di calcio dovrebbe avere e il Teramo di quest’annata non ha: compattezza, corsa e idee chiare. Ovviamente il debuttante Ugolotti nell’ennesima brutta prova biancorossa non ha responsabilità determinanti, sebbene un paio di scelte di formazione abbiano lasciato perplessi (perché l’impresentabile Camilleri e non Caidi? Perché il povero Sales, uno stopper e per di più destro di piede, sulla fascia sinistra?). Il nuovo tecnico ha provato a impostare il Teramo con il sistema che predilige, poi si è corretto nell’intervallo proponendo un 4-3-2-1 simil-Zauli. Le sostituzioni operate sono apparse giuste e la squadra nel finale di partita ha se non altro ripreso in mano l’iniziativa persa dopo un quarto d’ora del primo tempo. Insomma, non tutto della partita di ieri è da buttare e dalle cose buone si dovrà ripartire. Sperando che non sia troppo tardi per invertire la rotta, perché comincia ad essere tardi e su tutto aleggia un’inquietante impressione, quella che la squadra non sia uscita affatto rinforzata dal mercato di gennaio.
Dicevamo del primo quarto d’ora incoraggiante del Teramo. Atteggiamento propositivo, buoni scambi e persino due occasioni da gol. La prima al 6’ propiziata da un gran lancio di Di Paolantonio per Sansovini, che in piena area non è riuscito a coordinarsi per il tiro finendo per essere contrato da Sarzi; la seconda al 12’ con Petrella che, servito come piace a lui sulla trequarti destra, si è accentrato ed ha sparato un missile su cui Marcone ha fatto il miracolo. Poi il Teramo si è eclissato, non riuscendo più a manovrare e sparacchiando inutili lanci lunghi verso l’isolato Sansovini. Determinanti nelle difficoltà biancorosse le prestazioni sottotono di quelli che dovrebbero essere i cervelli della squadra, Amadio e Carraro, il secondo in particolare statico e quindi incapace di smarcarsi sulla trequarti. Il Sudtirol ha preso in mano il match e per fortuna del Teramo un paio di cross da destra sfornati dall’ottima coppia Tait-Furlan, che ha arato la fascia dall’inizio alla fine, sono capitati su testa e piedi di un Gliozzi in giornata nera, incapace di capitalizzarli a pochi passi dalla porta. Nel finale di tempo ci hanno provato anche Obodo da lontano (di poco out) e Cia (parata di Narciso).
La ripresa è cominciata con un imbarazzante assedio degli altoatesini alla porta biancorossa. Gliozzi ha reclamato un rigore per un colpo preso da Camilleri, Narciso ha rischiato di impaperarsi su un rasoterra di Obodo. Ugolotti in avvio aveva allargato Carraro a sinistra accentrando Di Paolantonio a mezzala, ma il nuovo sistema 4-3-2-1 così non funzionava. Il Teramo ha ricominciato a fare qualche passaggio di fila quando Carraro è stato sostituito da Baccolo (andato a fare la mezzala destra) e Di Paolantonio è tornato largo. Pian piano il Teramo si è ripreso quantomeno il possesso di palla e la supremazia territoriale, ma davanti non c’erano sbocchi. Alla mezz’ora l’ultimo pericolo portato dagli ospiti con Cia (tiro telefonato da ottima posizione), poi al terzo minuto di recupero il neo entrato Barbuti – andato a fare il centravanti con Sansovini allargato a destra – è arrivato prima di tutti sull’ennesimo cross di Di Paolantonio, ma ha incornato alto. Avesse segnato, il Teramo avrebbe almeno ricevuto un segnale confortante dal dio pallone. Ma è inutile sperare in aiuti divini e rimpiangere le (poche) occasioni perdute, meglio pensare che dopodomani c’è il recupero con il Pordenone.
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