Il Teramo graffia, Barbuti-gol manda l’Ancona al tappeto

I biancorossi fanno il colpo al Del Conero grazie al guizzo della punta. E domenica ci sarà la Reggiana
ANCONA. Massimo risultato col minimo sforzo: anche il pareggio al Teramo sarebbe andato bene, figuriamoci la vittoria. In fondo al Del Conero la formazione biancorossa non ha cercato insistentemente la vittoria, ma l'ha trovata grazie ad una ripartenza micidiale alla mezz'ora della ripresa. Imbarazzante l'Ancona, che cercava i tre punti per accorciare le distanze sulle penultime in classifica, fra cui il Teramo, invece deve quasi definitivamente dire addio alla Lega Pro, a meno di clamorosi scossoni.
La copertina di un match tutt'altro che spettacolare se la prende Riccardo Barbuti, il quale regala un successo di platino al Teramo, che ora può continuare ad alimentare le speranze della salvezza diretta. I biancorossi – tornati al successo in trasferta dopo quattro mesi – continuano il filotto positivo, fatto di tre successi e il pareggio col Mantova, agganciato in classifica. Come si diceva, una gara non entusiasmante. I ritmi non si alzano mai, in particolare nel primo tempo. Manovre confusionarie, errori a raffica, passaggi all'indietro anche quando ci sarebbe lo spazio per attaccare: tutto frutto di paura per la situazione deficitaria della classifica, ma anche poca qualità tecnica. I valori infatti sono dati dai numeri delle due formazioni e così Ancona e Teramo sembrano non farsi male.
Dopo un buon avvio dei dorici, salgono in cattedra - per così dire - i ragazzi di mister Ugolotti, i quali comunque non trovano mai i varchi giusti. L'ultimo passaggio è il difetto principale del Teramo, che si perde in area di rigore avversaria, come capitato più volte a Spighi e Sansovini. Le due punte sono isolatissime, i rifornimenti dagli esterni latitano anche perché Di Paolantonio non vive una serata da ricordare. L'unico squillo del primo tempo arriva quasi sui titoli di coda, con Narciso che ci mette le unghie sul tuffo ravvicinato di Frediani ad un passo dall'1-0. La gara non cambia nella ripresa, col Teramo che continua a giochicchiare perché i due risultati gli andrebbero comunque bene. Più intraprendente, ma sprecona la squadra di casa e così si vive di iniziative personali inguardabili.
A metà ripresa Ugolotti si rifà l'attacco. In pochi minuti vengono richiamati in panchina Fratangelo e Sansovini, a dir poco evanescenti. L'ex allenatore di Savoia e Casertana si affida a Barbuti e il giovane Masocco, passando al 4-2-3-1, con il classe '96 a fungere da trequartista. Una mossa che sortisce gli effetti sperati, perché l'ex attaccante del Lumezzane alla mezz'ora è letale al 32', quando concretizza una ripartenza di Spighi, superando i due diretti marcatori e battendo Anacoura in uscita disperata. Poco prima aveva avuto la palla dell'1-0 Frediani, che aveva calciato debolmente fra le braccia di Narciso da pochi passi. Nel finale di fatto non si gioca. La contestazione e i fumogeni lanciati dai tifosi dorici colpiscono l'Ancona nell'orgoglio. Il Teramo ringrazia e mette un altro mattoncino verso la salvezza dopo il successo sulla Sambenedettese. Domenica al Bonolis arriverà la Reggiana.
Andrea Marini

