Il Teramo in dieci cade ad Avellino e resta a zero punti

8 Settembre 2019

I biancorossi non demeritano in avvio, poi l’espulsione di Cianci cambia la partita. È la seconda sconfitta di fila

AVELLINO. La sciocchezza di Cianci, espulso poco dopo aver subito l’1-0, alla mezz’ora di gioco ha condizionato una gara che per il Teramo sembrava alla portata. Buona prestazione nei primi 20’, deludente la reazione degli abruzzesi che nella ripresa hanno incassato anche il 2-0 e sono stati costretti alla seconda sconfitta consecutiva in campionato. Fin quando c’è stata parità numerica in campo, la formazione di Tedino sembrava averne di più. Poi la storia è cambiata, con gol e rosso che hanno ammazzato le ambizioni dei biancorossi.
Eppure la gara non era iniziata male per il Teramo, subito a comandare il gioco e a chiudere l’Avellino con undici uomini sotto la linea del pallone. I biancorossi coprono ogni zona del campo pur senza sfondare, ma sfiorando il vantaggio solo al 10’ con il colpo di testa di Cianci da buona posizione bloccato facilmente da Abibi. L’Avellino si affida solo a ripartenze veloci, che spesso e volentieri mettono in difficoltà il Teramo, oppure alle giocate del teramano doc Di Paolantonio che dal 20’ in poi apre una partita nella partita con Tomei, vinta dal portiere degli abruzzesi. Il numero uno degli ospiti si supera in due occasioni – sulla punizione dalla distanza del mediano e sulla bordata dalla distanza – entrambe indirizzate all’angolino e sporcate in corner. In mezzo anche una facile parata sul colpo di testa centrale di Morero. La risposta del Teramo sta in una bella azione sulla sinistra che porta al tiro a botta sicura di Cianci: si supera Abibi.
E proprio quando la partita sembra più bella e aperta a qualsiasi scenario, ecco che l’Avellino si dimostra letale. Perché poco prima della mezz’ora passa con Micovischi, abile a prendere il tempo a Di Matteo e correggere in gol il preciso cross di Rossetti. Nel momento in cui la formazione biancorossa avrebbe dovuto usare la testa, a perderla è uno dei suoi elementi chiave come l’attaccante Cianci, che risponde al fallo di Morero con una reazione che gli costa il rosso con un’ora di partita ancora da giocare. A questo punto Tedino sceglie di non stravolgere nulla e tenere un atteggiamento offensivo con un 4-3-2, che diventa 4-4-1 in fase di non possesso, con Santoro e Mungo larghi, che non porta a nulla se non – almeno nel primo tempo – ad una punizione di Arrigoni alta. Così nella ripresa Tedino decide che è il momento giusto per perseverare nel 4-4-1 (forse per non far vincere i duelli in fascia all’Avellino) e schiera uomini adatti a quel modulo come Martignago e l’ex Lasik. La squadra di Ignoffo gestisce bene il vantaggio numerico e di risultato, il Teramo rischia di pareggiare solo in avvio con lo stesso Martignago che si divora un’occasione in piena area sugli sviluppi di corner.
Il bel gol siglato dal neo-entrato Karic spegne le luci al Partenio anzitempo, facendo calare il buio sul Teramo, al secondo stop di fila in altrettante gare (giocate solo in trasferta): qualche domanda dovrà pur sorgere.
Alfonso Esposito