Il Teramo si butta via: raggiunto al 93’ su un errore difensivo

24 Dicembre 2016

Il gol del Lumezzane è l’ennesimo suicidio collettivo di una stagione costellata da autentici regali agli avversari

TERAMO. Le tendenze suicide non te le insegna nessuno, o ce l’hai o non ce l’hai. Il Teramo di quest’anno ce l’ha e lo ha dimostrato tante volte, soprattutto in casa. Ieri la dimostrazione è stata deprimente più che mai perché i biancorossi all’ultimo minuto di recupero avevano in mano tre punti preziosi e se ne sono fatti portar via due da una squadra che segna un gol ogni morte di papa, anche se ne subisce pochissimi. Il modo in cui è stato preso questo gol grida vendetta, sebbene al Bonolis da settembre in poi si sia visto anche di peggio. Parliamone subito: punizione dalla trequarti destra per il Lumezzane e ovvio mischione al limite dell’area biancorossa. Cross tagliato in mezzo e il mischione, magicamente, si dirada. La difesa del Teramo svanisce e, solo soletto, tale Leonetti (da poco entrato in campo) gira di testa in rete. Nota bene: dietro di lui c’era un compagno, anch’esso non marcato, pronto a fare la stessa cosa. In una circostanza simile (93’, sopra di un gol) qualsiasi squadra avrebbe difeso abbrancando gli avversari, quantomeno stando loro addosso. Non il Teramo. Che, così, ha visto passare un altro tram sulla strada per la salvezza.

Dal ritorno di Zauli in tre gare sono arrivati tre punti. Bilancio gramo, visto che due partite erano in casa e contro avversari alla portata. Ci si può consolare solo con una considerazione: la prestazione di ieri è stata migliore di quella contro la Feralpi Salò, ovvero molto più ordinata e con un filo logico, sebbene sottile, nel gioco. Zauli a quanto pare vuol uscire dal tunnel puntando sul prediletto 4-3-1-2 con Carraro-Di Paolantonio asse centrale, e fin qui niente da dire. Continua poi a ritenere Sansovini atleticamente non in grado di reggere i 90’ e anche ieri lo ha lasciato fuori all’inizio, ma vista l’assoluta inconsistenza del pur generoso duo Croce-Fratangelo (zero tiri in 45’) forse ci ripenserà. Nei primi 20’ il Teramo ha provato a spingere, ha mosso discretamente il pallone, ma al tiro è andato soltanto Ilari tre volte (nell’ordine: parata facile, palla fuori da ottima posizione e ribattuta a corpo morto di Sorbo). Poi l’eccellente fase difensiva degli ospiti – il cui 4-3-3 quando non hanno palla è in realtà un 4-6-0 – ha preso il sopravvento sulla fase offensiva monca di un Teramo senza forza d’urto davanti e incapace di portare i terzini al cross dal fondo. Fino all’intervallo è stata noia totale, interrotta solo dai tiri da lontano che il Lumezzane provava in modo ossessivo, uno solo dei quali ha impegnato Rossi.

Nella ripresa subito dentro Sansovini per Fratangelo e “il sindaco”, alla prima occasione buona, ha colpito da par suo: palla recuperata da Carraro con eccellente pressione sul metodista avversario Arrigoni e allargata a Sansovini, sinistro chirurgico dal limite e 1-0. La prova, se ce ne fosse bisogno, che è l’ex pescarese l’unico biancorosso con il gol facile. Il Lumezzane ha cambiato spartito mettendo dentro un’altra punta al posto di un centrocampista, il Teramo ha rischiato su un tiro dal limite di Arrigoni (alto) e ha tentato la contromossa con Petrella al posto di Croce, mettendosi 4-3-3 con Di Paolantonio ala sinistra. Se l’obiettivo era ripartire negli spazi, è fallito. Petrella ha avuto uno spunto dei suoi solo al 32’, ma il suo tiro dal limite è stato respinto dal portiere. Lui e Sansovini non tenevano palla, la squadra si è piantata all’indietro anche se ha corso qualche pericolo solo nei mischioni su calcio piazzato. Neanche fortunato, il Teramo, perché al 33’ Carraro (il migliore) è dovuto uscire per un dolore muscolare. Nel finale Sansovini ha avuto due mezze palle cercando il gol da applausi, prima con un pallonetto (alto) e poi con una girata (larga). Nel recupero il Lumezzane ha reclamato un rigore, poi ha ricevuto il regalone di Natale di cui abbiamo detto.

È lunga la strada per la salvezza, vecchio Diavolo. Lunga e aspra. Se potessimo almeno chiederti di non suicidarti così spesso...

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