Il Teramo si chiude a riccio Allenamenti a porte chiuse

Dopo il silenzio stampa un’altra decisione del club prima della trasferta di Mantova Il tecnico dei virgiliani Graziani: «Quando Malavolta mi voleva in biancorosso...»
TERAMO. Menù completo in casa Teramo. Dopo il silenzio stampa in vigore da cinque giorni la società ha deciso che da ieri pomeriggio e fino alla rifinitura di domani mattina gli allenamenti si terranno a porte chiuse. Il clima di tensione dell'ultima settimana continua a lasciare strascichi, con buona pace dei giornalisti e dei tifosi che quotidianamente vanno al Bonolis per seguire il lavoro della squadra di Guido Ugolotti. Il Teramo, dunque, si chiude a riccio nel tentativo di trovare la necessaria tranquillità in vista della delicata trasferta di domenica (ore 16,30) sul campo del Mantova. In palio, in terra lombarda, tre punti pesanti in chiave salvezza. Il Diavolo deve provare a sfatare un tabù: i biancorossi non riescono a vincere due gare di fila da 14 mesi. Bisogna infatti risalire al gennaio 2016, sotto la gestione di Vincenzo Vivarini, per ritrovare due successi consecutivi in campionato (1-0 contro l'Ancona e 2-1 a Pisa). Mister Ugolotti, per la gara di Mantova, sembra orientato a confermare il modulo 4-4-2 (pronto a diventare 4-2-3-1 in fase d'attacco) e la formazione proposta nel match vinto 6-0 contro il Gubbio. Sono rientrati in gruppo il portiere Narciso, l'esterno Petrella e il bomber Sansovini. I tre, salvo intoppi dell'ultima ora, dovrebbero regolarmente essere a disposizione. In casa Mantova, invece, si avvia verso il forfait l'attaccante Guazzo; restano in dubbio Siniscalchi e il brasiliano Sodinha. Sembrano recuperati i difensori Cristini e Diaby e il centrocampista Raggio Garibaldi. Possibile, con l'assenza di Guazzo, l'utilizzo del modulo 3-4-2-1 al posto del collaudato 3-5-2. Una curiosità: sulla panchina mantovana c'è, da qualche mese, il 41enne Gabriele Graziani, figlio d'arte. Il padre, Ciccio Graziani, ha avuto nel 1999 un breve passato nel Teramo come consulente dell'ex presidente biancorosso Romano Malavolta Jr (scomparso cinque anni fa). In quel periodo anche Gabriele Graziani, ex attaccante di serie B e C, è stato a un passo dal Teramo. «Malavolta si era calcisticamente innamorato di me quando ero alla Maceratese», racconta alla Gazzetta di Mantova il figlio di Ciccio Graziani, «ma nel Teramo lavorava mio padre e perciò dissi al presidente che non sarei mai andato a giocare lì. Mi chiamò perfino alle 2 notte, l'ultimo giorno di mercato, per provare a convincermi. Io non cedetti ma Malavolta volle almeno comprare metà del mio cartellino, mentre l'altra metà la prese il Mantova. Fu così che arrivai a giocare in Lombardia. Era il gennaio del 2000. La comproprietà fu poi risolta qualche mese dopo dal direttore sportivo Tonghini che comprò l'altra metà del mio cartellino e Malavolta guadagnò 20 milioni delle vecchie lire».
L'anticipo. E' ufficiale: Teramo-Sambenedettese, originariamente in programma domenica 2 aprile alle 20,30, è stata anticipata a sabato 1 aprile con inizio alle ore 18,30. Esigenze organizzative e di ordine pubblico sono alla base dell'anticipo del match. Cambio di programma anche per altre quattro sfide della tredicesima di ritorno del girone B: Modena-Forlì si giocherà sabato 1 aprile alle 14,30; Bassano-Albinoleffe, Feralpi Salò-Padova e Sudtirol-Venezia si giocheranno invece domenica 2 aprile alle 16,30 e non più alle 20,30.
Gaetano Lombardino
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