Il Torino prova a spezzare la maledizione Juventus Allegri avverte: «Gara tosta»

15 Dicembre 2018

Alle 20,30 il derby, tre anni fa l’unica vittoria granata nelle ultime 26 partite I bianconeri senza Cancelo (operato al menisco) e Cuadrado. CR7 gioca

TORINO . Dopo la sconfitta di Berna - la seconda nelle ultime tre partite di Champions - la Juventus non vuol perdere il ritmo, finora eccezionale, in campionato. E nel derby in “trasferta” (stasera ore 20,30, diretta su Dazn) punta a far bottino pieno. La sorte ha tolto ad Allegri la pedina Cancelo, operato per un problema al menisco (tornerà a fine gennaio), assenza che si somma a quella di Cuadrado, Khedira e Barzagli. Nessuna scusa, vincere è l'unico obiettivo: «Quella con il Torino è la partita più difficile di questo rush finale che ci porterà alla sosta», ammonisce i suoi Allegri. «Il Torino che ha perso solo tre volte in campionato». Proprio per questo Allegri sceglierà la formazione senza calcoli e con poco o pochissimo - a meno di sorprese - turnover: Ronaldo sarà in campo, «si riposerà più avanti saltando una tra Roma, Atalanta e Sampdoria», così come Mandzukic, Chiellini e Pjanic, la miglior Juve possibile per prolungare la serie di risultati positivi, nel derby della Mole come in campionato. «Dobbiamo dare continuità ai risultati per tenere a distanza il Napoli», aggiunge il tecnico, toscano e livornese come il rivale Mazzarri, consapevoli che non sarà facile dopo il gelo di Berna: «Delle quattro partite che ci aspettano questa è la più difficile, lo scoglio più duro». Bisogna evitare gli errori visti con gli svizzeri dello Young Boys: «Non si può pensare di vincere tutte le partite, a Berna non siamo stati brillantissimi, ma non meritavamo di perdere». In porta sarà il turno di Perin, al suo primo derby di Torino, mentre in difesa il «ballottaggio tra Rugani e Bonucci» dovrebbe esser stato vinto dal secondo, che farà coppia con Chiellini. Spazio a Emre Can a centrocampo, con Matuidi e Pjanic, «fondamentale per il nostro gioco», mentre in attacco Mandzukic e Ronaldo comporranno il tridente con Dybala. In una gara molto sentita i bianconeri sperano di confermare una marcia quasi perfetta: «Deve essere una partita di calcio e vincerà chi merita. Ma la rivalità deve essere ristretta alla partita, allo sport, non devono esserci altre cose».
Qui Torino. Ci sono mille e uno motivi per il Torino di cercare la missione impossibile nel derby. La serie nera di risultati con i cugini, intanto: sola vittoria (nel 2015 con Ventura) nelle ultime 26 gare, e 7 ko su 8 nelle stracittadine più recenti. Ma il popolo granata - che porta il record di spettatori per lo stadio a 27 mila - chiede a Belotti & C. un successo di prestigio anche in onore dei grandi granata morti negli ultimi mesi: Mondonico, Giagnoni e Radice, forse gli allenatori più amati di sempre, e Sauro Tomà, che era l'ultimo superstite degli Invincibili del Grande Torino. «Il derby è la classica partita per la quale un allenatore non ha bisogno di caricare i giocatori», spiega il tecnico Walter Mazzarri, «l'adrenalina è nell'aria, i giocatori se ne accorgono anche andando a fare la spesa». Ma la spinta emotiva va incanalata nei binari giusti: «Contro la Juve si deve giocare usando gambe e testa, sopratutto la testa. Voglio vedere l'orgoglio perché se la Juve è la corazzata, il Toro è passione e orgoglio». Mazzarri chiede una squadra camaleontica, «capace di cambiare pelle durante la partita». In dubbio Iago Falque, se non ce la fa spazio all’ex Zaza.
LE FORMAZIONI
TORINO (3-5-2): Sirigu, Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Meitè, Rincon, Baselli, Ansaldi; Zaza, Belotti. All. Mazzarri. JUVENTUS (4-3-3): Perin, De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Emre Can, Pjanic, Matuidi, Dybala, Mandzukic, Ronaldo. All.: Allegri.
Angelo Caradonna