Il tribunale dissequestra le quote societarie Il Teramo torna in mano alla famiglia Ciaccia

TERAMO. La famiglia Ciaccia può riprendere in mano le redini del Teramo. Il tribunale di Roma, infatti, nella mattinata di ieri ha reso noto la risposta all’istanza di sblocco e ha dissequestrato le...
TERAMO. La famiglia Ciaccia può riprendere in mano le redini del Teramo. Il tribunale di Roma, infatti, nella mattinata di ieri ha reso noto la risposta all’istanza di sblocco e ha dissequestrato le quote societarie del Teramo Calcio (pari al 69%) riconducibili al gruppo dei fratelli Ciaccia. Si tratta del pacchetto di maggioranza della società biancorossa, detenuto formalmente dalla Green Sports Italia, e che ora esce fuori dalla procedura di controllo giudiziario. Il sequestro risale al novembre scorso. Il provvedimento - emesso d'urgenza dalla Procura capitolina - era yteso ad evitare che il patrimonio degli imprenditori venisse disperso in operazioni immobiliari (anche all'estero, visto che uno dei due fratelli è cittadino Aire). Secondo l'ipotesi investigativa, gli imprenditori avrebbero usufruito indebitamente di alcuni degli incentivi sulle ristrutturazioni immobiliari stanziati dal governo durante la pandemia da Covid. La decisione del tribunale di dissequestrare le quote societarie del Teramo è arrivata dopo che la Figc ha estromesso il Diavolo dal calcio professionistico. Al momento, infatti, Teramo è senza calcio. Il club, attraverso l’avvocato Cesare Di Cintio, ha inoltrato il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni contro l'esclusione dalla serie C. La sentenza è attesa per la prossima settimana. Il futuro potrebbe significare anche nuovi ingressi in società (si è sempre parlato dell’imprenditore siciliano Spinelli), ma bisogna prima capire che ne sarà del Teramo. Intanto, sembra che ci siano degli imprenditori della zona disposti a fare calcio a Teramo, partendo dalla serie D e versando circa 300mila euro a fondo perduto alla federazione. E’ il sindaco D’Alberto che sta gestendo i contatti. Nel caso in cui il Coni bocciasse il ricorso, infatti, il Comune potrebbe indire un bando e poi scegliere il progetto che reputa migliore per metterlo in contatto con la federazione che, per l’appunto, ha previsto questa scorciatoia per evitare che città importanti restino senza calcio a ceri livelli. Ma servono soldi e un progetto tecnico valido. E tutto nel giro di qualche settimana. Al bando potrebbe partecipare anche la famiglia Ciaccia nel caso in cui il Coni bocciasse il ricorso e poi decidesse di non andare al Tar. Infine, un ex biancorosso ha trovato squadra. Si tratta di Matteo Rossetti. Il centrocampista mancino classe 1998 (cartellino del Bari ma lo scorso anno a Teramo) ha detto sì al Rimini (serie C). Rossetti, sarà già a disposizione di Gaburro per il ritiro in programma lunedì.

