ILLUSIONI E MEDIOCRITÀ: IL DESERTO DELL’ITALIA

26 Marzo 2018

È iniziato il processo di metabolizzazione della mancata qualificazione ai Mondiali. Il clou, ovviamente, è in programma in estate quando gli altri saranno protagonisti a Russia 2018 e gli azzurri...

È iniziato il processo di metabolizzazione della mancata qualificazione ai Mondiali. Il clou, ovviamente, è in programma in estate quando gli altri saranno protagonisti a Russia 2018 e gli azzurri saranno al mare. Ma anche vedere l’Italia battuta da mezza Argentina rende l’idea del valore del nostro calcio. Che, addirittura, nel ranking Fifa è stato superato dalla Tunisia. Sì, perché l’idea del tifoso era che a Russia 2018 l’Italia non è andata per colpa dell’ex ct Ventura che ha tenuto fuori Insigne nelle sfide decisive contro la Svezia. Può essere una delle motivazioni, ma è tra le più marginali. La verità nuda e cruda è che il materiale tecnico è scarso. Non resti fuori dalla fase finale dei Mondiali per colpa della sfortuna. No, al contrario. E’ perché un po’ alla volta sono state erose le certezze e le fondamenta del calcio italiano. E a forza di veti incrociati, capricci e ripicche non è stato fatto nulla per adeguare la struttura tecnica e organizzativa per restare ai livelli di eccellenza. C’è sempre una stanza dei bottoni: se funziona si vedono i risultati, altrimenti non ce ne sono. Altrimenti, ti ridono dietro un po’ come fanno con l’Italia del calcio oggi. Non c’è da meravigliarsi più di tanto se ci si scopre impotenti a certi livelli. Basta vedere il cammino delle squadre italiane in Europa. Fatta eccezione per la Juventus, è stato un pianto amaro negli ultimi anni. E in Nazionale le cose possono andare solo peggio. A forza di tifare contro, a forza di gioire dell’eliminazione dei rivali resta un deserto: è questa l’immagine del calcio italiano. Per rialzarlo c’è bisogno che la stanza dei bottoni escogiti qualche idea, qualche progetto per invertire la rotta. E’ vero che la scelta del ct non risolve tutti i problemi, ma aiuta, eccome se aiuta! Poi, certamente, bisogna porre le basi affinché nascano e si affermino nuovi campioni. La verità è che nella nostra serie A ci eccitiamo per giocatori che fuori dai confini nazionali soffrono il confronto con colleghi più strutturati fisicamente e abili sul piano tecnico. Siamo degli illusi, crediamo di essere forti ma non lo siamo. Il livello è più basso di quello che crediamo, ma nessuno vuole prendere atto dell’amara realtà. Solo quando inizierà questa presa di coscienza sarà possibile avviare la rinascita.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA