Imprenditori e politici a tavola per il Pescara

10 Gennaio 2016

Toto, Pierangeli e Tosto parlano del futuro con Sebastiani

PESCARA. Che la festa cominci, il Pantheon dei potenti ha strizzato l’occhio al Delfino. Pescara, ore 13, un sole splendente, roba da 20 gradi. Nessuno direbbe che per il calendario è il 9 gennaio. Sembra una giornata primaverile. C’è chi fa jogging, chi va in bici, chi si infila i pattini ai piedi. “Mamma cosa sono quelle casette di legno?”. Luca, poco più di 8 anni, corre sul Ponte del Mare e indica con il dito una fila di “casette”, come le chiama lui. “Luca, sono i trabocchi”, risponde una signora sulla quarantina. “Vengono utilizzati dai pescatori”. Il piccolo Luca, affascinato da quelle “strane” costruzioni, esclama: “Mamma, quel trabocco bianco e azzurro è molto bello”.

La mamma sorride e continua a camminare. Luca non sa che in quel momento all’interno di quel grazioso trabocco si sta decidendo il futuro del Pescara Calcio. Già, proprio così. Politici e imprenditori locali (e non) sono seduti a tavola con il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e il suo amico Vincenzo Marinelli, imprenditore di spicco e proprietario del trabocco che porta il suo nome. Sono presenti una decina di commensali.

Si va dai colossi rappresentati da Carlo Toto a Luca Tosto, per passare al re delle cliniche private Luigi Pierangeli, al manager del gruppo Maresca, Antonello Ricci, fino all’imprenditore Enrico Marramiero, ex presidente di Confindustria Pescara. Per non parlare di Lorenzo Di Properzione, impegnato nel settore dei carburanti.

Poi c’è il collante, che si chiama politica. Non gli ultimi arrivati, visto che sul trabocco sono saliti anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e Marco Alessandrini, il sindaco, accompagnato dal dirigente comunale Guido Dezio.

L’appuntamento è alle 13 e, puntuale, come un vero orologio svizzero, ecco che dalla sua Smart bianca spunta il presidente del Pescara Daniele Sebastiani.

Giubbino color inchiostro, pullover e camicia. Passo svelto, viene scortato da Antonello Ricci, manager del gruppo Maresca e amico storico del massimo dirigente del club biancazzurro. Con loro c’è anche l’imprenditore Luigi Pierangeli, re delle cliniche private ed editore della tv privata Rete 8. Sono da poco passate le 13 e il primo gruppetto, composto da quattro persone, capeggiato da Sebastiani, si avvia spedito verso il trabocco di Vincenzo Marinelli, già presente sul suo gioiellino in legno, rigorosamente bianco e azzurro. Poco dopo arrivano Carlo Toto ed Enrico Marramiero. Pullover bordeaux il primo, abito scuro e camicia bianca per il secondo. Ma la passerella non finisce qui.

Dopo circa dieci minuti ecco che all’orizzonte spunta il potente suv di Luca Tosto, avvolto in un cappotto color cammello. Ma l’artiglieria pesante è seduta al suo fianco, visto che dall’auto spunta Luciano D’Alfonso, il governatore della Regione Abruzzo. I due a passo svelto si avviano verso il trabocco, passando proprio sotto il Ponte del Mare. Ma le sorprese non finiscono qui. Telefono all’orecchio e sciarpa azzurra, ecco che arriva anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, insieme a Guido Dezio, funzionario del Comune di Pescara e uomo vicino a D’Alfonso. A tavola sono una decina tra imprenditori e politici. E si parla del sostegno alla società di calcio in lotta per la promozione in serie A. Si parla di ingressi nell’azionariato e di sponsorizzazioni.

Due cuochi nel retro fanno saltare in padella dell’ottimo pesce dell’Adriatico e i commensali brindano con del buon vino bianco. Il pranzo “top secret” va avanti per un paio d’ore e quando arriva l’auto blu di D’Alfonso, intorno alle 15, il banchetto sta per volgere al termine.

Il Pescara attualmente è composto da due azionisti importanti, come Daniele Sebastiani, che detiene più del 50% delle quote, e Danilo Iannascoli che sfiora il 30% del pacchetto azionario. I due sono entrati in contrasto da qualche mese per via del bilancio approvato ad ottobre, che è stato chiuso con una perdita di oltre 4 milioni di euro.

Tra i due, da tempo, è sceso il grande gelo e alle porte c’è una delicata e importante ricapitalizzazione da affrontare per terminare la stagione senza troppi affanni. Sebastiani non si è mai nascosto e, nelle ultime settimane, ha sempre detto di essere pronto ad accogliere nuovi investitori in società per garantire un futuro solido e ambizioso al Delfino. Ecco, forse, quel giorno è stato il 9 gennaio 2016, con quel segreto, ma non troppo, happening con alcuni degli imprenditori più importanti d’Abruzzo pronti a dare una contributo al calcio pescarese.

L’idea è quella di far entrare forze fresche e il pranzo di ieri è solo il primo step per far avvicinare la politica locale e gli imprenditori del posto con delle potenzialità notevoli in grado di dare lustro, ossigeno e un futuro solido alla Delfino Pescara 1936.

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