IMPROVVISARE NON PAGA SERVE ANCHE UN PIANO B
Venti minuti o poco più con gioco e palle-gol non sfruttate, il nuovo tandem d'attacco Pettinari e Melchiorri che mostrava intesa e incisività, la regia di Brugman accanto a Memushaj, Politano e...
Venti minuti o poco più con gioco e palle-gol non sfruttate, il nuovo tandem d'attacco Pettinari e Melchiorri che mostrava intesa e incisività, la regia di Brugman accanto a Memushaj, Politano e Bjarnason a cercare e trovare spazio sulle corsie esterne. Sicuramente un bel Pescara, svanito nel nulla però molto prima del riposo anche per un eccesso di presunzione una volta assestatosi in un 4-2-4 che toglieva di fatto spazio alle punte, mandava in sofferenza i due centrali di centrocampo e apriva praterie per le ripartenze del Cittadella. Lo svantaggio, probabilmente immeritato, ma poi il peggio con una ripresa inguardabile, soprattutto per l'incapacità di cambiare faccia e partita. Scelte opinabili ma soprattutto improvvisate che solo il caso (vedi gol del pari) poteva trasformare in azzeccate. E allora, piuttosto che continuare a piangersi addosso sulla partenza (sicuramente pesante e sballata) di Maniero, vale la pena fare una riflessione.
Baroni dispone al momento di un maxiorganico, addirittura tre squadre (un'esagerazione) se si mettono nel già nutrito gruppo anche Vitturini, Torreira, Venuti e Di Rocco, attualmente impegnati con Massimo Oddo al Torneo di Viareggio. E' pensabile dunque che, con 30 e passa giocatori a libropaga non ci sia verso di trovare, all'occorrenza e soprattutto a partita in corso, una soluzione diversa dal 4-4-2, peraltro funzionale e preparato con cura e con profitto dallo stesso tecnico? Si tratta ovviamente di lavorarci su e non di improvvisare come è capitato soprattutto nella partita di sabato.
Tre, quattro punte, Sansovini lontano dall'area, Bjarnason, eccezionale incursore come esterno nel modulo base che si trasforma in mediocre mezz'ala o improponibile mediano, votato a portar palla piuttosto che a far gioco, Brugman e Memushaj, ovvero i centrocampisti di maggior talento e qualità, che diventano improvvisamente dei problemi, addirittura spacciati per esperimenti non riusciti da superficiali osservatori, o ancora che si metta in discussione l'utilità di Politano, sicuramente la pedina chiave, per spinta e copertura, nell'assetto base del Pescara. Si tratta in sostanza di trovare, per quel che riguarda il gioco, anche un piano B che non sia frutto, appunto, di improvvisazione e confusione. E' chiedere troppo? Decisamente no.
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