Incendi nell'Aquilano, un'altra giornata campale: la pioggia non spegne le fiamme

foto di Raniero Pizzi

3 Agosto 2026

Il temporale ha soltanto lambito le aree interessate dai roghi (tra cui Roio) da più di 10 giorni. E scoppia la polemica sulla conferenza stampa prima convocata e poi revocata sulle termocamere

L’AQUILA. Più fronti di diversi chilometri ognuno e un nuovo focolaio che si attiva nella notte, proprio di fronte alle abitazioni. Di quelli capaci di mandare al diavolo giorni e giorni di tentativi andati a vuoto proprio quando il toro sembrava finalmente preso per le corna. Con i vigili del fuoco che, almeno a Lucoli, erano effettivamente riusciti a domare l’incendio che da due settimane imperversa ininterrottamente sulla montagna di fronte all’abitato, salvo poi vederselo riattivare dal nulla sotto i loro occhi, da tutt’altra parte. Tanto che le speranze di tutti si sono subito orientate su un acquazzone, ma bello forte. Perché le squadre di pompieri e protezione civile, per quanto disposte da giorni a gettare il cuore oltre la cortina di fuoco, possono fino a un certo punto quando è il vento il primo a giocare sporco, per giunta col favore di un bel letto di sterpaglie secche. Con il cielo che, in totale controtendenza rispetto alle previsioni del resto del Paese, ieri si era pure rannuvolato. E neanche poco. Tanto che intorno alle 16.30 prima un fragore, poi le prime gocce, infine la pioggia, hanno esaudito le preghiere di cittadini e amministratori. Anche se la beffa è dietro l’angolo, con il temporale che si abbatte sì sul capoluogo, anche se l’area degli incendi resta solo lambita dalla pioggia.

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