Industrialesud, è l’ora dei processi e dei rimpianti

7 Ottobre 2014

Il Roseto ha perso la sfida contro i cugini, ma non ha sfigurato Ora Trullo deve provare a rilanciare Marini e Usher

ROSETO. Il giorno dopo la sconfitta a Chieti, in casa Industrialesud Roseto si approfitta per riposare e soprattutto per rifare il punto della situazione. E’ stato di certo un esordio di campionato sui generis, con un derby messo lì alla prima giornata, forse con troppa leggerezza dalla Lega. I biancazzurri hanno perso la gara certo, ma diversi sembrano gli aspetti positivi. Innanzitutto la squadra è parsa più completa rispetto a quella dell’anno scorso, soprattutto nello starting five: ruoli ben definiti, con un’ottima trazione posteriore. Bryan è un vero lusso per la Silver, Ferraro può dare tanta qualità anche giocando solo una ventina di minuti, e Janelidze ha portato atletismo sotto le plance. Se consideriamo poi che questi tre giocatori, più l’americano Usher, sono arrivati a Roseto tutti con infortuni da recuperare alle spalle (o da gestire, visti i guai alla schiena dell’ala Usa), ed hanno giocato tutti senza problemi, si può capire che buon lavoro sia stato fatto in precampionato: «Perdere non piace a nessuno, ma almeno sotto l’aspetto fisico sono soddisfatto», concorda il Preparatore Fisico degli Sharks Domenico Faragalli, «domenica i lunghi hanno giocato senza problemi, significa che il lavoro di recupero pianificato ha funzionato». Del resto solo qualche giorno fa erano gli stessi Bryan e Ferraro a raccontarci di come si sentissero meglio: «Abbiamo solo fatto il nostro lavoro», sorride Faragalli, «i giocatori si sono fidati delle impostazioni da cui siamo partiti ed ora stanno bene, metterli in campo alla prima di campionato era un obiettivo tutt’altro che scontato». Adesso rimane da recuperare Carenza: «Lui è l’unico che si è fatto male da noi negli allenamenti», conferma, «ma l’ultima ecografia ha dato risultati confortanti e se tutto filerà liscio potremmo vederlo in campo per la terza di campionato». Ma allora cosa è andato storto domenica sera? Di certo il settore esterni del roster biancazzurro sembra un po’ corto, senza un cambio di ruolo per il play. Certo c’è Moreno, ma il cubano si è dedicato anima e cuore alla marcatura del fromboliere teatino Sollazzo, riuscendo a contenerlo per trenta minuti. Poi anche lui è andato un po’ in affanno insieme a Pitts, che non è certo un giocatore che si gestisce in campo magari rallentando i ritmi, come faceva ad esempio Stanic l’anno scorso. Roseto ha pagato la prestazione opaca di Marini, che Trullo deve assolutamente recuperare, e poi deve crescere Usher, che dopo un ottimo primo tempo, è calato troppo, diventando evanescente. Insomma, Roseto pur sconfitta sembra una buona squadra, capace di giocare con grande grinta. Se saprà coinvolgere di più i propri lunghi, e migliorare la lucidità dei suoi americani nell’ultimo quarto (magari allungando le rotazioni con un giovane), potrà dare davvero filo da torcere agli avversari. Senza paura, come piace ai suoi tifosi.

Marco Rapone

©RIPRODUZIONE RISERVATA