Infantino, burraco e libri. Il “nonno” del gol rilancia: «Il mio obiettivo 200 reti»

Calcio serie D. A 40 anni l’attaccante del Notaresco non pensa al ritiro: «Sono a 176, in futuro mi vedo ancora in campo a esultare». (Nella foto con la figlia Linda)
NOTARESCO. Quarant'anni compiuti a settembre, senza mai essere stato sfiorato dall'idea di lasciare il calcio perché «mi sento bene», come racconta. Anzi. Il suo sogno è quello di raggiungere al più presto la quota di 200 gol realizzati. Mettendo insieme tutti questi ingredienti e molto altro ancora, viene fuori Saveriano Infantino, attaccante del Notaresco, autore finora di sei reti tra campionato e Coppa Italia. Lui, come tutti i centravanti, ha il gol in testa, anche con la spinta speciale della piccola Linda, che segue spesso dagli spalti il papà. Infantino è stato finora un vero giramondo: tante esperienze alle sue spalle con maglie diverse, da tre stagioni veste quella del Notaresco ma da ancor prima, precisamente sette anni fa, quando ha indossato il biancorosso del Teramo, ha individuato in Roseto il suo punto di riferimento stabile, scegliendolo come luogo in cui vivere indipendentemente dalle destinazioni calcistiche. Il calcio, la sua famiglia, ma, tra le sue passioni, anche il burraco: un hobby che ormai è diventato passatempo condiviso con i compagni di squadra Andrea Arrigoni e Giovanni Formiconi, tanto da spingere il trio a partecipare anche a tornei o a ritrovarsi la sera prima di una partita per scaricare a carte la tensione.
Infantino, alle sue spalle c'è una lunga carriera nel mondo del calcio. A quarant'anni ormai compiuti, ha però ancora un desiderio da realizzare?
«Non sono arrivato come calciatore in Serie A e penso che ormai alla mia età non ci arriverò più (ride; ndc). Spero però di riuscire a vivere quella categoria, prima o poi, in altre vesti».
Quando e perché ha iniziato a giocare a calcio?
«Ho iniziato da molto piccolo, è stata una passione che mi hanno tramandato mio padre e mio fratello. Ho cominciato dalla Berretti del Melfi e poi da lì si è sviluppata tutta la mia carriera».
Per un calciatore è magari difficile a volte avere hobby, lei li ha?
«Risponderei che ho fatto della mia passione un lavoro, il calcio è la passione più grande. Posso aggiungere che vado quattro giorni a settimana in palestra per mantenermi in forma e gioco a burraco con i "vecchietti" (come sono soliti chiamarsi lui, Arrigoni e Formiconi; ndc), mi piace davvero tanto. Leggo anche molto di più rispetto a prima. Burraco a parte, ha ormai costruito un rapporto speciale con Arrigoni e Formiconi. Sì, oltre a giocare nella stessa squadra, è nato un legame molto forte fuori dal terreno di gioco. Siamo ormai praticamente fratelli. È un rapporto unico, difficile da trovare nel calcio. Sono venuti anche al funerale di mia madre e apprezzo davvero tanto le loro qualità umane».
Qual è stato il momento più brutto e quello più bello finora della sua carriera?
«Tra Matera e Catanzaro ho avuto tanti infortuni, non riuscivo ad esprimermi, ad essere felice in campo e a dare quello che avrei voluto. Sicuramente sono state fasi molto difficili della mia carriera. Di momenti belli ce ne sono stati invece tanti, quando si segna per un attaccante sono sempre circostanze positive e, come dico spesso, nel nostro sport i momenti da ricordare non mancano».
C'è un giocatore preferito o un idolo a cui si è ispirato nel corso degli anni?
«Sono cresciuto con Roberto Baggio alla Juventus, io sono tifoso bianconero, ma il mio idolo è Alessandro Del Piero. Ho seguito tutta la sua carriera».
C'è qualcosa che desidera in particolare per sua figlia?
«Per un padre la cosa più importante è vedere realizzati i suoi sogni. Vorrei che fosse felice e che riuscisse a raggiungere ciò che desidera».
Qual è stato fino a questo momento il gol più importante che ha segnato?
«Sicuramente è quello che farò domenica prossima, perché sono due settimane che non riesco a segnare, quindi sto rosicando non poco».
Ha tenuto il conto dei gol in carriera?
«Se non ricordo male in questo momento sono 176, solo in campionato, escludendo quindi coppe e play off. Spero di arrivare a 200 reti, con la maglia del Notaresco».
Volevo chiudere l'intervista chiedendole se, a quarant'anni ormai compiuti, le è mai capitato finora di pensare al ritiro.
«No, non ci penso ora e non ci ho mai pensato in passato. Mi sento bene fisicamente e mi vendo ancora in campo ad esultare».
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