Infortuni a ripetizione: Ventura deve rifare l’Italia

Centrocampo decimato e il bomber Belotti deve stare fuori per un mese. Il ct: «Sarebbe una catastrofe non qualificarsi». Chiamati Gagliardini e Cristante
FIRENZE. Un Mondiale senza l'Italia «sarebbe una catastrofe», dice il ct, ma è un'Italia che perde pezzi quella che contro Macedonia (venerdì sera a Torino) e Albania (9 ottobre al Loro Borici Stadium di Scutari) andrà a caccia di punti utili per l'accesso ai play off Mondiali e migliorare il ranking. Sono fuori combattimento per infortunio Belotti, Verratti, De Rossi e Pellegrini, i primi due neppure arrivati a Coverciano e gli altri subito con le valige in mano. Dopo Inglese e Barella, Gian Piero Ventura ha chiamato in fretta e furia Gagliardini e Cristante (52° convocato sotto l'attuale gestione) per tamponare l'emergenza a centrocampo. «Ma niente alibi, né dobbiamo piangerci addosso», dice il ct. «È un momento particolare, perdiamo giocatori importanti ma chi è arrivato spero possa diventarlo». A complicare il suo lavoro, sottolinea, c'è pure dell'altro: «Una volta in Nazionale c'erano i blocchi delle squadre, ora non più. Se ci fossero nove giocatori del Napoli, che gioca benissimo, li avrei convocati tutti. Ma del Napoli io ho un solo giocatore come pure di altre squadre. Anche per questo e dato il momento bisogna andare sull'usato sicuro». Ecco perché, a parte Inglese che ha già fatto gli stage, Ventura nonostante il forfait di Belotti confermato in serata dopo gli ulteriori accertamenti a Roma (lesione del legamento collaterale del ginocchio destro, starà fuori un mese) ha deciso di non chiamare altri attaccanti: «Chi potrei convocare? Cutrone ha fatto poche gare in A poi serve all'under ed essendo giovanissimo c'è pure il rischio di bruciarlo. Purtroppo», dice serio,. «è un momento particolare». In ogni caso intende andare dritto per la sua strada: «Le idee tattiche restano quelle, non è una questione di modulo ma di interpretazione e conoscenze, abbiamo solo tre giorni per preparare due partite, la priorità è qualificarci: non andare ai Mondiali per Tavecchio sarebbe l'apocalisse, per Malagò una tragedia, per me una catastrofe. Fortuna questa Italia ha una voglia incredibile di imparare».
Nel frattempo tiene aperte le porte anche se, malgrado il ko di Belotti, non ha voluto prendere in considerazione Zaza, sei gol in sette gare con il Valencia, e Balotelli, sette reti in nove partite con il Nizza: «Monitoriamo tanti giocatori, Giovinco, Criscito, Sansone, Chiesa, e anche loro. Non c'è chiusura per nessuno, ma Zaza è fuori dal giro da un po’. E per Balotelli vale il solito discorso: io non l'ho mai allenato, chi l'ha fatto non ha messo in dubbio le sue doti tecniche bensì il resto. Abbiamo intrapreso la strada del rinnovamento e ora che mi gioco il Mondiale ho bisogno di certezze. Però, se nei prossimi mesi ci saranno giocatori che faranno bene il resto verrà accantonato».

