«Innamorata subito di questa città»

Non solo calcio: la moglie del difensore argentino si racconta
PESCARA. «Pescara è una città meravigliosa. Quando Hugo smetterà con il calcio, se non torneremo in Argentina, resteremo qui». Tra la città e Noelia Pieroni, moglie di Hugo Campagnaro, è stato amore a prima vista.
Noelia ha sempre seguito Hugo nei suoi trasferimenti. Il girovagare inizia nei 2002, anno in cui il difensore biancazzurro è arrivato in Italia, a Piacenza. Poi Genova, Napoli e, infine, Milano. Ma Noelia non ha dubbi: «Pescara è al primo posto». La famiglia Campagnaro abita sulla sulla riviera Nord. E non è escluso che in futuro, quando il 36enne deciderà di ritirarsi dall’attività agonistica, non possa stabilirsi definitivamente in Abruzzo. Come il marito, anche lei ha origini italiane (il bisnonno era di Macerata) ed entrambi sono nati a Coronel Baigorria, paesino di 1.500 abitanti, in provincia di Cordoba. Hugo Campagnaro è andato via di casa all’età di 16 anni per inseguire il sogno di diventare un professionista. Si è trasferito a Moròn, ospite dello zio, che lo ha fatto entrare nella squadra locale del Deportivo. Ma il cuore di Hugo era rimasto a Coronel, dove da bambino ha conosciuto una persona speciale. Quella ragazza, di nome Noelia è diventata la moglie e lo ha reso padre di due bambini, Sofia e Andrès, che oggi hanno rispettivamente 9 e 6 anni. E ieri Noelia ha raccontato al Centro la vita di un’argentina a Pesscara.
Signora Campagnaro, come si trova a Pescara?
«Divinamente. La città mi piace molto e le persone sono gentili e socievoli. Per una famiglia credo che sia il posto ideale per vivere».
Sta dicendo che la preferisce a Milano e Napoli?
«Assolutamente. Qui c’è tutto, è una città a misura d’uomo. Adoro la riviera, per questo abbiamo scelto un appartamento sul lungomare. In pratica mi è sufficiente attraversare la strada per coltivare la mia passione più grande».
E quale sarebbe?
«Il beach volley. L’anno scorso avevo iniziato a praticarlo “al chiuso”, ma con i primi caldi sono cominciate le sfide interminabili sulla spiaggia. Mi diverto molto nel fare sport all’aria aperta con le mie amiche. Vi dirò, grazie a queste belle giornate, continuiamo a giocare imperterrite anche ora che siamo a novembre».
E di calcio se ne intende?
«Non sono una grande esperta, ma qualcosa capisco».
Allora iniziamo con la domanda più difficile. Messi o Maradona?
«Sono i più forti calciatori di tutti i tempi, perciò non è semplice dare una risposta secca. Allora dico che Messi è un giocatore più completo, però Maradona era superiore per carattere e determinazione».
Frequenta lo stadio per vedere all’opera suo marito?
«Raramente. Di solito resto con i miei bambini, ma in televisione vedo quasi sempre le partite del Pescara».
Sono tempi duri. Com’è il morale di Hugo?
«Lui non cambia mai umore. Che si vinca o si perda è sempre sereno. Il mondo del calcio è spesso carico di tensioni, ma Hugo è stato sempre capace di tenerle sempre fuori dall’ambiente familiare».
Un marito e un padre modello?
«Diciamo che non posso lamentarmi. Scherzo, con noi è molto affettuoso. Trascorre tanto tempo con Sofia e Andrès e non si stanca mai di giocare con loro».
Ha risolto il “problema” dei calzini? È vero che i polpacci enormi di Hugo ne hanno distrutti a centinaia?
«Sì. Per fortuna quelli che usa nel Pescara riesce ad infilarli. In passato spesso non utilizzava quelli della sua squadra. Andava a comprarli lui dello stesso colore con misure più grandi, ma per fortuna non l’hanno mai beccato».
Dove vorrebbe vivere quando Hugo smetterà di giocare?
«Non abbiamo ancora deciso, però abbiamo una certezza: se decidessimo di non tronare in Argentina e continuare a vivere in Italia da Pescara non ce ne andremo».
Che cosa le manca di più dell'Argentina?
«La famiglia e gli amici. Riesco e vederli due volte all’anno: in estate e a Natale».
Nient’altro?
«Ovviamente l’asado ( carne cotta alla brace, ndr), che qui mangiamo raramente perché a casa non abbiamo lo spazio per il barbecue».
E tra i piatti abruzzesi o italiani quale preferisce?
«Adoro il risotto. Dalle nostri parti in Argentina non è molto diffuso. Ho imparato ad apprezzarlo in Italia e ne divoro grandi quantità con vari condimenti: ai frutti di mare, al parmigiano, ai funghi».
Chiudiamo con un pronostico. Il Pescara resterà in A?
«Sono molto ottimista. Non lo dico per il mio Hugo. Lo penso davvero perché vedo una squadra che gioca molto bene».
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