Insulti razzisti in campo: Acerbi via dalla Nazionale

19 Marzo 2024

Il difensore dell’Inter avrebbe rivolto frasi a sfondo razziale a Juan Jesus del Napoli Il ct Spalletti lo manda via dal ritiro in vista delle amichevoli e convoca Mancini

ROMA. Le scuse immediate in campo e il “perdono” in diretta tv di Juan Jesus non sono bastate ad evitare al difensore dell’Inter Francesco Acerbi la bufera sollevata dall'espressione razzista che avrebbe usato domenica nei confronti del giocatore del Napoli. Il primo contraccolpo è arrivato ieri mattina, con la decisione del ct, Luciano Spalletti, di escludere il difensore dal gruppo della nazionale in partenza per gli Usa per una doppia amichevole in preparazione di Euro 2024 contro Venezuela ed Ecuador. E se l'Inter annuncia un confronto col giocatore per chiarire l'accaduto, incombe un'inchiesta della Procura federale. Le sanzioni previste per offese razziste prevedono minimo dieci giornate di squalifica, che significherebbero per il difensore campionato finito. Il nerazzurro afferma, lo ha detto al ct e anche poi ai microfoni, di non aver pronunciato frasi razziste, ma quanto avvenuto in campo al Meazza tra Acerbi e Juan Jesus è tutto da ricostruire, anche in base a quanto riferito dal brasiliano all'arbitro la Penna e al successivo referto. «Non mi sta bene, mi ha detto 'sei un negrò e questo non mi sta bene», avrebbe detto con veemenza il giocatore del Napoli in base alle immagini, che hanno fatto subito il giro del web e dei social. Juan Jesus a fine partita ha poi smorzato la vicenda, sostenendo che «in campo ci sta dire di tutto, lui ha visto che è andato oltre e ha chiesto scusa», ma le parole non potevano bastare a chiuderla, specie a fronte di un giocatore chiamato solo poche ore dopo a rappresentare l'Italia. E ieri, nel raduno a Roma, Acerbi si è trovato a fornire la propria versione al ct e ai compagni di squadra sulla presunta espressione razzista spiegando che non c'era da parte sua «alcun intento diffamatorio, denigratorio o razzista». L'esclusione però è arrivata inevitabile, «per garantire la necessaria serenità alla Nazionale e al calciatore», ha spiegato la Figc. Spalletti dal raduno si è detto molto dispiaciuto di dover decidere per questioni simili, ma anche che «bisogna stare attenti quando denunciamo un episodio del genere». Acerbi ha lasciato quindi il raduno - al suo posto è stato convocato il giallorosso Gianluca Mancini - ed è partito per Milano. Intercettato all'arrivo in stazione Centrale, Acerbi ha dato la sua versione: «Frasi razziste dalla mia bocca non sono mai uscite. Sono 20 anni che gioco a calcio e so quello che dico. Sono tranquillo».
Ieri sera, però, dopo le 22, Juan Jesus ha rincarato la dose. «Per me la questione si era chiusa in campo con le scuse di Acerbi e sinceramente avrei preferito non tornare su una cosa così ignobile come quella che ho dovuto subire. Però leggo dichiarazioni di Acerbi totalmente contrastanti con la realtà dei fatti, con quanto detto da lui stesso ieri sul terreno di gioco e con l’evidenza mostrata anche da filmati e labiali inequivocabili in cui mi domanda perdono. Così non ci sto. Il razzismo si combatte qui e ora». A scriverlo, in un post su Instagram, è il difensore del Napoli, che risponde così a distanza a Francesco Acerbi, suo collega dell’Inter che ieri ha fatto sapere di non aver mai offeso l’ex romanista. «Acerbi mi ha detto “vai via nero, sei solo un negro”. In seguito alla mia protesta con l’arbitro ha ammesso di aver sbagliato e mi ha chiesto scusa aggiungendo poi anche: “per me negro è un insulto come un altro”. Oggi (ieri, ndr) ha cambiato versione e sostiene che non c’è stato alcun insulto razzista», conclude Juan Jesus.
Angelo Caradonna