Inter, buon punto Tregua tifosi-Icardi

8 Aprile 2019

Il pareggio con l’Atalanta consolida il terzo posto in classifica

MILANO. Set point Champions rimandato. L'Inter non riesce a prendere il largo e non va oltre lo 0-0 contro l'Atalanta, si porta a 57 punti in classifica a cinque lunghezze dal Milan e dagli stessi bergamaschi, quarti ex aequo. Vincere contro il Frosinone domenica (ore 20,30) sarà fondamentale visto lo scontro diretto tra i cugini rossoneri e la Lazio, potenzialmente anch'essa a 52 punti visto che ha una partita da recuperare. L'Atalanta esce imbattuta nel doppio confronto con l'Inter, anche se ieri è stata meno brillante del solito, ma agguanta il Milan al quarto posto (anche se è formalmente dietro la squadra di Gattuso per gli scontri diretti) e può continuare a dire la sua nella bagarre per la volata Champions. Un punto a testa con poche occasioni, le fatiche del turno infrasettimanale si sono fatte sentire per entrambe le squadre. L'assenza di Zapata, squalificato, ha reso meno pericolosi i bergamaschi che per la prima volta in stagione arrivano al triplice fischio senza fare tiri in porta. L'Inter, confermata per dieci undicesimi rispetto alla goleada di Genova, non riesce a sfruttare le due occasioni prima con Icardi e poi nella ripresa con Nainggolan che prova in scivolata a sbloccare la gara. Anzi, perde il centrocampista Brozovic per una distrazione muscolare ai flessori della cosci destra la cui entità è tutta da valutare.
Pace Icardi-San Siro. Nel frattempo, c’è da celebrare la pace tra Mauro Icardi e i tifosi dell'Inter, o per lo meno è una tregua firmata con l'obiettivo di raggiungere la Champions League. San Siro, nella partita del ritorno dell'argentino dopo due mesi d'assenza, si è schierato nettamente a favore dell'ex capitano. I pochi fischi e cori di contestazione sono arrivati solo dalla Curva Nord, subito zittita dal resto dello stadio. «Mercenario» e «Uomo di m...» i cori intonati dal secondo anello verde, fermati dalla pioggia di fischi piovuta dagli spalti. Il pubblico ha preso le distanze dagli ultras, accogliendo le richieste di Spalletti e Marotta. La forza di 60 mila spettatori che si impongono sul tifo organizzato. Una parte del tifo nerazzurro è a favore dell'argentino, come chi lo ha accolto esponendo nel primo anello blu lo striscione «Bentornato Capitano» o come chi ha addirittura interrotto il minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto dell'Aquila per urlare «Vai Mauro!». Altri tifosi, invece, pur non apprezzando l'atteggiamento avuto da Icardi e dalla moglie Wanda Nara, hanno preferito mettere un punto alla telenovela per il bene dell'Inter. E così, a San Siro sono stati tanti gli applausi e pochi i fischi. Tanto che, quando Icardi sbaglia di fronte alla porta tentando un colpo da sotto a tu per tu con Gollini, al 31' del primo tempo, sciupando forse l'occasione più limpida della partita, i tifosi sono stati clementi e lo hanno addirittura incoraggiato applaudendolo. Segnali distensivi importanti, mentre la Nord non fa passi indietro. «Il futuro dell'Inter si forgia attraverso il rispetto della maglia e della sua storia. Nulla potrà mai essere messo sopra», c’era scritto nella fanzine distribuita allo stadio, «questo basico concetto. Perché noi vogliamo sì la vittoria. Ma nulla può valere più della fedeltà e dell'onore. Icardi vattene». Al fischio finale, la squadra è andata sotto la curva per salutare gli ultras. Icardi non si è tirato indietro, pur non applaudendo e preferendo l'indifferenza. La Nord, poco dopo, lo ha congedato con un altro coro contro. Un rapporto da tempo compromesso e ormai logorato.
Angelo Caradonna