Inter e Diavolo salutano il Meazza: «Serve uno stadio per svoltare»

27 Settembre 2019

MILANO. Uno stadio per svoltare. Meazza addio, Inter e Milan proseguono con forza sulla strada per un nuovo impianto. La presentazione dei due progetti rimasti in corsa, quelli di Populous e Manica/S...

MILANO. Uno stadio per svoltare. Meazza addio, Inter e Milan proseguono con forza sulla strada per un nuovo impianto. La presentazione dei due progetti rimasti in corsa, quelli di Populous e Manica/Sportium, è la dimostrazione che i club fanno sul serio. E l'idea di salutare San Siro non è mai stata una certezza come oggi. «Non va più bene, ha fatto il suo tempo», l'esordio del presidente rossonero, Paolo Scaroni, durante la presentazione dei progetti. «La ristrutturazione cambierebbe l'identità dell'attuale stadio», ha spiegato l'ad dell'Inter, Alessandro Antonello. Il nuovo stadio inizia a prendere forma, con una decisione sui progetti che sarà presa nelle prossime settimane. «Dobbiamo avere un progetto immerso nella realtà dei milanesi, un progetto per Milano e i cittadini, non solo per i tifosi e chi va allo stadio», ha aggiunto il dirigente nerazzurro. Tanti i temi caldi, a partire dall'aumento del prezzo dei biglietti che allarma molti. «Ci sarà grande variabilità dei prezzi, con biglietti popolari o meno popolari. Ci aspettiamo maggior ingressi da biglietti corporate e un maggior numero di spettatori», la spiegazione di Scaroni. Che poi risponde anche agli allarmi dei cittadini: «Sentiremo le opinioni non solo degli abbonati ma anche della cittadinanza. Il nuovo stadio farà 60% meno rumore e i residenti saranno più contenti». Sulle tempistiche, il primo passaggio è quello del 10 ottobre, entro cui il Comune dovrà decidere sull'eventuale pubblico interesse per quanto riguarda lo stadio. Il primo di diversi step, con l'obiettivo chiaro: «Ci sono i tempi tecnici per arrivare pronti alle Olimpiadi 2026. Una volta approvato dall'amministrazione, la costruzione impegnerà un massimo di 36 mesi», ha spiegato Antonello. Il tema nei rapporti con il Comune riguarda anche le volumetrie («se scenderanno bisognerà valutare se il progetto sarà economicamente sostenibile»), ma l'interesse è quello di rimanere comunque nella stessa zona («è la scelta migliore, altre opzioni le valuteremo ma sempre a Milano»). I costi saranno finanziati «con equity e project financing», ha spiegato Scaroni. Tutto quello che sarà costruito sarà «di proprietà del Comune», con i club che chiederanno una concessione per 90 anni.
«Sono contrario al fronte cittadino di Forza Italia che non vuole il progetto del nuovo stadio. Il presidente (Berlusconi, ndc) si esprimerà», ha detto Adriano Galliani, senatore di Forza Italia ed ex ad del Milan. «Abbattere lo stadio di San Siro per me è un delitto, un oltraggio alla storia sportiva italiana e mondiale», le parole del leader della Lega Matteo Salvini.