Inter, la carica dei 73mila per continuare a sognare

5 Novembre 2017

Spalletti rifiuta i paragoni con Mourinho: «Di Special ci sono solo i nostri tifosi» Alle ore 12,30 la sfida contro il Torino di Belotti in una bolgia nerazzurra

MILANO. «Paragonarmi a Mourinho non sta né in cielo né in terra, anche solo per quanto ha vinto lui. Vi ringrazio ma non sono di quel livello». Umile, e forse un po’ stratega, Luciano Spalletti non vuole confronti con lo Special One. L'Inter finora è riuscita a fare anche meglio di quella che vinse il Triplete: 28 punti in undici giornate nel 2009-2010, 29 quest'anno. Ma Spalletti spegne i facili entusiasmi, vuole che la squadra resti concentrata e modesta. «Mourinho e Moratti hanno creato una bellissima scultura, noi per il momento abbiamo un martellino e uno scalpellino e c'è ancora da fare tanta strada, molto da modellare. A quell'Inter si possono paragonare solo i fantastici tifosi, i nostri “Special 73mila”». San Siro, contro il Torino, oggi, nella partita delle 12,30, sarà una bolgia nerazzurra. Non sarà tutto esaurito solo perché restano invenduti i biglietti riservati al settore ospiti per i tifosi granata. Settantatré mila interisti riempiranno gli spalti per supportare la squadra di Spalletti in una stagione da record e un secondo posto che sta accendendo il sogno scudetto. «Gli anelli di San Siro saranno come fedi nuziali testimoni di un patto d'amore tra noi e i tifosi», racconta l'allenatore che ha trasformato il Meazza in un fortino. Sullo scudetto, però, non vuole ancora sbilanciarsi. «Non è ancora il momento di parlarne. Dobbiamo essere stabilmente nelle prime posizioni in classifica. E ancora non ci siamo», spiega, «o perlomeno non si possono fare discorsi che parlano così di futuro. Ci sono delle insidie. Le posizioni sono quattro, poche per la qualità delle squadre del nostro campionato».
Intanto c'è da battere il Torino di Belotti e Ljajic, giocatori che non permettono errori.