Inter-Lukaku, è fatta Ora tutto su Dzeko

Sprint Juve per cedere Dybala al Tottenham. Pulgar in viola
ROMA. Antonio Conte avrà il suo bomber. Romelu Lukaku oggi ha in programma le visite mediche per diventare un giocatore dell'Inter. L'affondo del club nerazzurro, dopo lo scambio sfumato tra Juve e Manchester United con Dybala, ha avuto effetto immediato: accordo trovato con i Red Devils, affare in via di definizione. Dopo le smentite degli ultimi giorni, l'Inter ha deciso di alzare l'offerta, forte anche della volontà di Lukaku di lasciare l'Inghilterra, ormai messo da parte dal tecnico Solskjaer e alla rottura con lo United dopo la multa di martedì per aver scelto di rimanere ad allenarsi in Belgio. Il club nerazzurro pagherà circa 65 milioni per il centravanti belga, oltre a 13 milioni di bonus e una percentuale sulla rivendita per gli inglesi.
Conte abbraccerà nei prossimi giorni Lukaku, tanto inseguito dal tecnico fin dai tempi del Chelsea: servirà tempo per vederlo al top (considerando i pochi allenamenti con il Manchester), ma l'obiettivo è averlo in condizione per la sfida con il Lecce del 26 agosto. Poco meno di tre settimane in cui l'Inter non vuole fermarsi. Il secondo obiettivo è Edin Dzeko e la nuova visita dell'intermediario Silvano Martina nella sede nerazzurra lascia intendere che l'affare possa decollare. Intanto il club lavora in uscita, con Puscas verso il Reading per otto milioni e Colidio-Nolan vicini al Leeds per una decina di milioni, mentre si attendono pretendenti per Perisic. Complessa rimane invece la situazione di Mauro Icardi. L'ex capitano continua a far filtrare di voler rimanere a Milano, la società tuttavia non cambia idea: all'orizzonte rimane lo scambio con la Juventus per Dybala, opzione non facile. Anche se, secondo l'ex presidente nerazzurro Massimo Moratti, l'argentino rimane comunque più forte di Lukaku: «Sì, è più forte. Colpa di Wanda Nara? Ma no, non puoi inventarti nulla sulla moglie. Si sono incartati, hanno voluto fare i duri, non sapevano più come giustificarlo e hanno continuato questa storia», ha detto l'ex patron, parlando con alcuni tifosi come si vede in un video. «Conte? È bravo, si vede che è bravo, la squadra gioca in maniera diversa. Ha però un Dna pessimo», ha scherzato poi Moratti.
Lukaku all’Inter potrebbe far cominciare il valzer degli attaccanti.
Intanto il Manchester United si è premunito, visto che vuole pagare la clausola di rescissione di Inaki Williams, attaccante dell'Athletic Bilbao. Ora Ausilio e Marotta, al lavoro anche per Pellegri del Monaco, tenteranno anche di agganciare Dzeko, nonostante la resistenza della Roma, che non vorrebbe più cederlo perché Higuain continua a rifiutare la destinazione in giallorosso. Ma il bosniaco ha ribadito alla dirigenza di Trigoria che vuole andarsene. Intanto la Roma ha ceduto Karsdorp in prestito al Feyenoord, ovvero la squadra da cui l'aveva preso, e ora si appresta a fare altrettanto con Olsen, al Montpellier. È chiaro però che fa notizia il giro delle punte, perché ora la Juve punterà dritta su Icardi, se i rapporti con l'Inter lo permetteranno. Infatti Paratici lavora sul fronte uscite perché entro 24 ore deve cedere Dybala al Tottenham (ma c'è sempre il nodo dei diritti d'immagine), mentre Mandzukic potrebbe accasarsi allo United. Per Luca Pellegrini è probabile il ritorno a Cagliari in prestito per un'altra stagione. Il Leicester ha preso Praet dalla Sampdoria per 21 milioni. Lo svincolato Llorente potrebbe invece finire alla Roma assieme a Mariano Diaz del Real Madrid. Ma per i giallorossi c'è anche la pista Falcao, in uscita dal Monaco (per il colombiano è in pole il Galatasaray). Per il Napoli si torna a parlare di Everton Cebolinha, talento del Gremio che a Porto Alegre danno come probabile partente per la Campania, al costo di 45 milioni (l'alternativa è Lozano). De Laurentiis nel frattempo non molla James Rodriguez, con il quale però il Real vorrebbe fare cassa e quindi non lo cede in prestito. Il Siviglia vuole il centrocampista Pulgar del Bologna sul quale però c’è la Fiorentina che vuole chiudere subito.
Angelo Caradonna

