Inter-Milan, un derby da scudetto E Pioli si aggrappa ai gol di Giroud

I nerazzurri tentano la grande fuga, ma Inzaghi frena e avverte: «Per il tricolore la lotta è tutta aperta» Ibra e Rebic ko, il tecnico rossonero punta sul francese. Juve, Vlahovic al debutto contro il Verona
MILANO. Luci abbaglianti a San Siro per il derby dei derby, la sfida tra Inzaghi in fuga e Pioli all'inseguimento, a -4 e con una gara in più. Per i rossoneri, come ha ammesso il tecnico confermando l'indisponibilità di Ibra, è un crocevia sostanziale, tra il ritorno nella scia scudetto e un ripiegamento che potrebbe mettere a rischio la zona Champions. Per l'Inter è, insieme al successivo duello con l'altra contendente Napoli (è in mezzo c'è pure l'ingombrante quarto di Coppa Italia con la Roma di Mourinho), la linea di demarcazione con una fuga che potrebbe diventare definitiva. In attesa del convalescente Gosens, Inzaghi spera di avere il fido Caicedo, anche se ieri l’attaccante ha accusato un problema muscolre, mentre Pioli ha solo Lazetic da piazzare in panchina. Ma gli esiti del mercato potranno pesare bene più proficuamente altrove. Un derby «importante ma non decisivo», da giocare «a mente libera». È questa la ricetta del tecnico dell'Inter Simone Inzaghi verso la sfida scudetto con il Milan di oggi (ore 18) a San Siro. «Il derby decisivo per escludere il Milan dalla lotta scudetto? Mancano 15 partite, è una partita importante, sappiamo cosa rappresenta per le tifoserie ma con 45 punti disponibili c'è ancora tantissimo da giocare», ha spiegato ieri in conferenza stampa. «Sarà un derby molto sentito, i ragazzi ne sono consapevoli, sono concentrati. Spero siano anche con la mente libera, consapevoli della forza che abbiamo a livello individuale e di squadra», ha aggiunto. Inzaghi però non vuole il titolo di favoriti alla vigilia. «Ho giocato tanti derby e di favoriti non ce ne sono mai», ha proseguito il tecnico, che non guarda solo a Milan e Napoli come possibili rivali scudetto. Anzi, include anche la Juventus, dopo il mercato di gennaio. «La classifica dice la verità, tutto è ancora aperto con Milan, Napoli, Atalanta e Juventus nella lotta.
Qui Milan. Oggi sarà il primo derby di Stefano Pioli sulla panchina rossonera senza Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non ce la fa, come neppure Rebic, rispettivamente ancora doloranti per l'infiammazione al tendine e il colpo alla caviglia. Lo annuncia lo stesso Pioli, alla vigilia, ma responsabilizzando tutta la squadra: «Ci dispiace per lui. Siamo cresciuti tanto con Zlatan e ora dobbiamo dimostrare, come abbiamo anche già fatto, che siamo forti anche senza di lui». L'assenza del campione svedese non sarà e non deve essere un alibi. Pioli vuole un Milan guerriero, combattivo, pronto a dare tutto, facendo vedere quello «spirito che ci contraddistingue soprattutto nei momenti delicati». Oggi a San Siro il Milan deciderà quale sarà la sua stagione. Se un'annata di grandi sogni, rincorrendo uno scudetto che avrebbe dello straordinario, o passata a lottare ogni singolo punto per centrare il pass della Champions League.
«Domani (oggi, ndr) pesa tanto, è un derby contro due squadre in cima alla classifica. Vogliamo provare a vincere, darebbe tanta fiducia e forza. Stiamo lottando per l'altissima classifica, che sia Champions o altro», sottolinea l'allenatore rossonero, «significa essere tornati competitivi». Sarà quindi Giroud a guidare l'attacco rossonero contro la seconda miglior difesa del campionato. La titolarità del francese ha preso corpo con il passare dei giorni, dopo che Ibra continuava ad allenarsi a parte rispetto ai compagni. Zlatan conosce bene l'atmosfera della stracittadina milanese, Olivier Giroud dovrà impararla in fretta. «È un calciatore completo e intelligente, sa riempire bene l'aria. Cercheremo di sfruttare le sue qualità». Tomori sarà convocato «ha fatto un grande lavoro e ci sarà ma non credo da titolare». Un recupero lampo dopo l'operazione al ginocchio, ma se non dovesse farcela, la coppia titolare sarà Romagnoli-Kalulu, chiamati a fermare Lautaro e compagni.
Vlahovic verso il debutto. La Juve domani sera contro il Verona presenta il top player Vlahovic e il centrocampista Zakaria, i due colpi di mercato piazzati a gennaio. Ci vorranno i gol dell’ex bomber della Fiorentina, con l'aiuto di Dybala, per sopperire alle difficoltà di gioco anche perché il Verona è un'orchestra che Tudor dirige con abilità.
Gli altri anticipi. Alle 15 tocca alla Roma di Mou inaugurare la 24ª giornata scendendo in campo all’Olimpico contro il Genoa. Stasera (ore 20,45), invece, al Franchi di Firenze la Fiorentina, orfana di Vlahovic, sfiderà la Lazio di Sarri.
Angelo Caradonna

