Italia coraggiosa: solo una lotteria spegne il sogno

Botta e risposta nella ripresa tra Ozil e Bonucci (dal dischetto) Poi supplementari e ben 9 rigori fino all’errore di Darmian
INVIATO A BORDEAUX. Cosa potevamo fare di più? Niente. Assolutamente niente. Loro dei carri armati, campioni del mondo, imbattibili secondo ogni logica che esiste nel calcio. Noi con la nazionale forse tecnicamente più scarsa della nostra storia. Siamo usciti soltanto ai calci di rigore, anzi, dopo nove rigori, e sinceramente al fischio finale non ci è passata per la mente neanche una ragione per poter criticare la nostrasquadra.
L’Italia ha fatto tutto ciò che poteva, con un cuore grande così e un rigore tattico da 10 in pagella. Non è un errore di Darmian che può cambiare la valutazione. Ci resta il rammarico, quello sì. Perché abbiamo avuto anche il vantaggio ai rigori ma alla fine i quattro errori ci sono costati caro.
La loro paura. Non esce da trionfatrice la Germania, anzi. Hanno battuto 7-1 il Brasile, hanno vinto il Mondiale, ma quando arriva l’Italia, tremano sempre. Loew ha pure cambiato modulo mettendosi a specchio col 3-5-2 dell’Italia ma alla resa dei conti non è stata questa la mossa vincente. Anzi. È stato un mezzo autogol. Buon per lui che dal dischetto ci siamo fatti male da soli.
I ritmi giusti. L’Italia ha perso ma se l’è giocata come doveva. Chiusa, bassa, aspettando la Germania, cercando di non alzare mai i ritmi se non quando davvero c’era la profondità. Un giro palla a volte anche brutto a vedersi (nel primo tempo siamo andati avanti con passaggini a raffica Bonucci-Chiellini-Bonucci), ma funzionale. Per evitare l’impatto fisico a centrocampo, per spezzare il loro ritmo, per far aprire la Germania. Dopo l’uscita di Khedira per infortunio (era il 15’) la Germania ha perso qualità ma aggiunto forza con Schweinsteiger. E lì in mezzo sono stati bravi Parolo e Sturaro a non perdere le distanze.
Difesa d’acciaio. Non è un caso che per tutto il primo tempo i portieri siano rimasti parcheggiati in area, con un paio di manovre o poco più. Se Buffon è rimasto inoperoso deve ringraziare soprattutto Bonucci (impeccabile in chiusura e regia) e Chiellini visto che per tutto il primo tempo Muller e Gomez sono rimbalzati su di loro. Solo il caso ha regalato a Muller una palla buona (ciccata) dopo due rimpalli, mentre un minuto dopo (era il 43’) un destro dal limite di Sturaro, deviato in angolo da Boateng.
Botta e risposta. Splendido il secondo tempo. Il gol al 20’ di Ozil su cross di Hector (ma splendida l’azione di Muller) sembrava l’inizio della fine, anche perché sotto 1-0 il copione cambiava di brutto. E ora come facciamo a fare gol a questi? Oltretutto subito dopo il vantaggio, c’è voluto un miracolo di Buffon per evitare il 2-0.
Invece l’occasione è arrivata, ingenuo Boateng ad alzare la braccia su un cross di Florenzi ma il rigore è apparso subito netto: freddo e micidiale dal dischetto Bonucci. 1-1 e tutto da rifare.
Overtime e rigori. La coda dei supplementari non ha cambiato il copione: Italia a combattere ferocemente su ogni pallone a difesa del territorio, Germania che a parte qualche fiammata si è quasi messa sedere. Conte ha messo dentro anche Insigne al posto di Eder, poi se l’è voluta giocare sino alla fine coi soliti undici, cambiando solo Chiellini al 120’ con Zaza, sostituzione chiaramente in ottica rigori.
La sequenza è stata un colpo al cuore: Insigne gol, Kroos gol, Zaza in tribuna, Muller parato da SuperGigi, palo di Ozil, Pellè fuori, Draxler gol, Bonucci parato da un gran Neur, Schweisteiger in curva a Lione, Giaccherini gol, Hummels gol, Kimmich gol, De Sciglio traversa e gol da infarto, Boateng gol, Darmian parato, Hector gol. E la corsa dei tedeschi verso il campo, tra le nostre lacrime. Peccato.
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