«Italia riparti», Ventura scaccia l’incubo

Playoff sicuri (martedì 18 il sorteggio a Zurigo) ma senza una vittoria in Albania la strada può diventare complicata
SCUTARI (Albania). «Sono assolutamente sereno, abbiamo ampi margini di miglioramento». Il destino mondiale dell’Italia di Gian Piero Ventura passa da Scutari e il match con l’Albania, ma il ct si mostra ottimista, nonostante la brutta figura di Torino con la Macedonia. Proprio da quel mezzo passo falso, e il successivo confronto fra senatori azzurri e i più giovani del gruppo, la squadra azzurra deve ripartire, magari con la “S” maiuscola come auspica Gigi Buffon, e di sicuro c’è che l’impegno di oggi, il numero 800 nella storia della nazionale, non ha solo valore platonico come farebbe supporre il fatto che l’Italia sia già certa di fare i playoff per Russia 2018. Il fatto è che bisogna vincere anche se gli albanesi non faranno sconti. Gli azzurri non possono permettersi altri passi falsi dopo il pareggio di Torino con la Macedonia. La strada verso la Russia sembra quasi un labirinto e poi c’è la questione delle urne, e quindi delle teste di serie, a rendere ancor più complicato il cammino. In vista del sorteggio dei play-off, in programma a Zurigo martedì 17 ottobre, sarà determinante la classifica Fifa aggiornata a 24 ore prima, quindi quella di lunedì 16.
Grazie al successo del Belgio sulla Bosnia, l’Italia ha la certezza di essere fra le otto migliori seconde, ma non quella di essere fra le quattro teste di serie. Infatti, l’imprevedibile pari con la Macedonia ha cambiato le carte in tavola, e ciò vuol dire che l’Italia di Ventura non può assolutamente permettersi di sbagliare ancora, visto che la situazione è in divenire. Basterebbe vincere in Albania, e il problema sarebbe risolto, a patto che la Francia vinca il proprio girone visto che, a quel punto, Buffon e soci avrebbero davanti al massimo tre squadre: Portogallo o Svizzera, Galles e Danimarca. L’avversaria dell’urna 2 che va evitata potrebbe essere la Croazia, oltre alla Svezia. Ma se l’Italia oggi pareggia le cose si complicano: potrebbe essere superata da Croazia, Danimarca e Svezia (in base ai decimali). Peggio ancora se gli azzurri perderanno: l’Italia precipiterebbe a 966 punti e andrebbe nella seconda urna di Zurigo. Tutto ciò per far capire quanto sia delicata la partita di Scutari, derby fra i liguri Ventura e Panucci. «Potevano fare di più in certi frangenti», spiega Ventura, «ma alla fine non possiamo lamentarci. Finita la partita con la Macedonia non c’era la depressione che qualcuno dipingeva ma c’era invece la possibilità di fare molto meglio. Allora l’accordo con quelli che voi chiamate senatori è stato di spiegare agli altri cosa significava avere maglia azzurra addosso. Non si è parlato di moduli, ma di spirito da mostrare quando si ha la maglia azzurra addosso. È successo semplicemente questo, sono contento e li ringrazio perché hanno confermato di essere, oltre che ottimi giocatori, degli uomini importanti».
Ecco quindi che non c’è stato alcun lamento sugli schemi, quelle sono cose che Buffon definisce «non veritiere, e prive di fondamento». Il gruppo è unito, marcia in sintonia con il tecnico, «a sostegno dell’allenatore», come dice sempre il capitano, e il messaggio è solo uno: «L’Italia deve e vuole andare ai Mondiali». Il messaggio, o forse l’auspicio, è di Ventura, sicuro del fatto che «non vedremo un’Italia come quella del secondo tempo di Torino. Lì ci siamo persi, abbiamo giocato senza ordine e determinazione, ma qui sarà diverso». Anche perché non ci sono alternative, altrimenti l’Italia i playoff di novembre non li supera e vedrebbe i Mondiali in Russia dalla televisione.

