Italia, un flop da quasi 100 milioni E ora il futuro di Mancini è in bilico

Il ct scioglierà il dubbio dopo la gara di martedì in Turchia: in pole c’è il tandem Lippi-Cannavaro Dopo il ko con la Macedonia, la Figc conta i danni tra sponsorizzazioni saltate e premi in fumo
ROMA. Ha ballato una sola estate l'Italia di Roberto Mancini campione d'Europa, isola felice in un cammino tormentato che ha sprofondato la nazionale nella vergogna di due eliminazioni mondiali consecutive. Dopo il flop del 2018 con Ventura, il calcio italiano deve riazzerarsi nuovamente dopo il ko con la Macedonia a Palermo. La Nazionale si è allenata ieri pomeriggio in un clima surreale, con il neo arrivato Locatelli, fermato finora dal Covid. La squadra tornerà in campo a porte chiuse oggi e domani prima di partire lunedì per la Turchia (che sfiderà martedì sera, ore 20,45) per una partita che non ha quasi nessun senso, se non quello legato ai punti del ranking Fifa. Che è la graduatoria sui cui vengono stilate le fasce di merito dei grandi eventi internazionali come Europeo, Coppa America e appunto il Mondiale, a cui però non parteciperemo per la seconda volta consecutiva. Dopo quella partita, verrà sciolto anche il futuro del ct Roberto Mancini: dopo le rassicurazioni a caldo, hanno cominciato a rincorrersi le voci delle sue possibili dimissioni. In pole ci sarebbe un'accoppiata Fabio Cannavaro-Marcello Lippi, in caso di addio del ct. Ma occhio anche ai profili di Gennaro Gattuso e Claudio Ranieri. Più arduo ma non impossibile pensare a profili pesanti, come Conte e Ancelotti.
Ma le ragioni del fallimento non possono essere addossate solo sul ct: vanno ricercate molto più in profondità. Dai club alla federazione, dai tecnici ai giocatori, dai procuratori fino ai vivai delle squadre.
Riconoscenza e carenze. Da Bearzot in poi, i ct hanno spesso preferito affondare coi fedelissimi piuttosto che predisporre un ricambio. Mancini aveva meno motivi per farlo, a distanza di pochi mesi dall'Europeo vinto (non avendo però Spinazzola e Chiesa). Lo spirito di squadra sembra essersi però dissolto. Donnarumma paga scelte commerciali, Immobile e Insigne non sfondano mai in azzurro, in difesa c'è solo Bastoni a rimpiazzare i veterani acciaccati, mentre i giovani del Sassuolo hanno poca esperienza ad alti livelli.
Tecnici poco coraggiosi. Ci sono i grossi nomi (Sarri, Mourinho, Allegri), gli esperti in predicato di vincere (Pioli, Spalletti, Inzaghi, Gasperini), i giovani dotati (Italiano, Dionisi, Tudor), ma la differenza con le partite di Premier e Liga è abissale. E non è questione solo del valore dei giocatori. In Italia ci sono interminabili giri palla, uno sterile e noioso controllo senza affondare. Come predica inascoltato Sacchi, manca personalità, coraggio, visione. Si delega troppo ai (pochi) campioni, che decidono sempre meno.
Club egoisti. Rimandare un turno di Serie A per aiutare Mancini è stato bocciato senza discussioni. E non bastano a giustificare questa miopia le ingenti somme perse in due anni di Covid. Le big di serie A sognano i soldi sicuri della Superlega ma gestiscono male bilanci sempre più in rosso. Lo scandalo delle plusvalenze, che riguarda parecchi club, è un altro aspetto della vicenda, che ricorda i metodi di gestione approssimativa dei padri padroni degli ultimi decenni del secolo scorso. Ora c'è anche un'inchiesta per falso in bilancio.
Figc. Arduo il compito del presidente Gravina chiamato a gestire la nazionale scontrandosi con gli interessi dei club. Cambiare le regole, riformare i campionati e ridurre il numero delle squadre in A è un progetto che continua ad essere in salita, mentre suscitano tensioni il rinnovamento arbitrale e polemiche l'utilizzo spesso discutibile della Var. Sul futuro azzurro (l'eliminazione costerà intorno ai 100 milioni). L'assenza degli azzurri dal Mondiale, secondo il Managing director international di Nielsen Sports, Marco Nazzari, potrebbe pesare fino al 25% sui fatturato della Figc, calcolando tra le perdite dirette il mancato gettone di partecipazione al torneo (che da solo vale una quindicina di milioni) e anche le svariate altre voci legate sia agli sponsor ufficiali che all’indotto.
E non è un caso se, per aumentare gli introiti, la Lega Serie A stia accelerando sul torneo da organizzare tra le 20 squadre del massimo campionato proprio durante il Mondiale, puntando ad aumentare la visibilità all'estero facendo disputare almeno la fase finale negli Usa o negli Emirati Arabi.
Angelo Caradonna

