Italia, vittoria smarrita ultima chiamata in Polonia

12 Ottobre 2018

In gare ufficiali azzurri a secco di successi da un anno, domenica serve un segnale Mancini pronto a rilanciare Immobile dall’inizio nel tridente d’attacco  

FIRENZE. Gol e vittoria: questo serve e cerca l'Italia di Roberto Mancini aspettando la trasferta di domenica contro la Polonia, gara decisiva per evitare in Nations League lo spauracchio della retrocessione. Gli azzurri sono rientrati a Coverciano mercoledì notte da Genova con un treno charter, con la consapevolezza di aver iniziato a tracciare una strada - quella del gioco e della ricerca della qualità rappresentata dai talentuosi Bernardeschi, Chiesa, Insigne, Barella - e l'amarezza per l'1-1 rimediato in amichevole con l'Ucraina, mancando ancora l'appuntamento con il successo che latita da ben cinque partite e dal 28 maggio scorso (2-1 in amichevole contro l'Arabia Saudita, partita d'esordio per Mancini sulla panchina della Nazionale).
E addirittura in match ufficiali da un anno esatto, 9 ottobre, 1-0 in casa dell'Albania, match valido per le qualificazioni ai Mondiali. Un lungo digiuno insomma, troppo lungo. Un digiuno che si spiega con i numeri che raccontano di un'Italia che da otto partite di fila sta sempre subendo gol e al tempo stesso fatica a segnarne.
Mancini ha escluso Balotelli e Belotti perché, ha spiegato, sono fuori forma, Cutrone ha lasciato subito Coverciano per problemi fisici, Zaza si è infortunato proprio alla vigilia dell'amichevole con l'Ucraina e in attesa di risposte da Petagna o da qualche altro giovane il ct ha scelto di affidarsi al tridente “leggero” tutto talento, rapidità e qualità, formato da Bernardeschi-Insigne-Chiesa. Le risposte a Marassi non sono mancate, lo juventino ha pure sbloccato mercoledì la gara, Chiesa ha regalato qualche guizzo dei suoi, ma come ha sottolineato alla fine lo stesso Mancini servono più concretezza e cattiveria. E così contro la Polonia - battuta in casa 3-2 dal Portogallo ieri sera con gol di Piatek, André Silva, autorete di Glik, Bernardo Silva e Blaszczykowski - potrebbe toccare a Immobile, 6 reti finora tra campionato e Europa League, l'unica vera prima punta al momento rimasto a disposizione per la causa azzurra. Il tempo non è molto, Mancini sfrutterà il doppio allenamento di oggi per fare le sue valutazioni: appare certa la conferma del modulo 4-3-3 da parte del ct che potrebbe domenica dare spazio inizialmente all'attaccante laziale (a Genova in campo solo nella ripresa) o confermare il tridente “leggero”. Qualche novità è comunque annunciata sia in difesa (vedi gli esterni con Criscito in ballottaggio con Biraghi) che a centrocampo dove ha convinto il debuttante Barella, e comunque scalpitano elementi affidabili come Bonaventura e Pellegrini. Ieri pomeriggio, a porte chiuse, si sono allenati facendo una partitella con la Primavera viola quei giocatori che mercoledì hanno giocato poco o non sono stati impiegati. Da oggi gruppo al completo con una missione: battere la Polonia e spezzare il digiuno di punti e di gol.
Angelo Caradonna