Iva pagata in ritardo, il Lanciano rischia il -1

17 Settembre 2015

Documentazione presentata fuori tempo massimo per le tasse relative al 2012 L’amministratore unico Di Menno di Bucchianico va incontro alla squalifica

LANCIANO. Virtus deferita per non aver documentato l’avvenuto pagamento dell’Iva del 2012 entro i termini richiesti dalla Figc. Ora rischia un punto di penalizzazione. Nell’atto del procuratore federale e del procuratore federale aggiunto, a seguito di segnalazione della Covisoc, ad essere deferito al tribunale federale nazionale, sezione disciplinare, è il legale rappresentante pro-tempore della Virtus Lanciano, ovvero Claude Alain Di Menno di Bucchianico. Che è amministratore unico della società, come risulta dagli atti, dal 2011. Si legge sul sito della stessa federazione che il provvedimento è stato indirizzato a Di Menno di Bucchianico «per non aver documentato agli organi federali competenti l’avvenuto deposito della dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento del debito iva, relativo all’anno d’imposta 2012, nei termini stabiliti dalla normativa federale». Con la Virtus c’è anche il Pisa e il suo legale rappresentante pro tempore, Carlo Battini, nel mirino della procura federale che ha deferito le due società a titolo di responsabilità diretta.

Cosa rischia ora la società rossonera? Un punto di penalizzazione in classifica da scontare in questo campionato, oppure un’ammenda, ma è meno probabile. «Vedremo, attendiamo di leggere gli atti», dicono da via De Crecchio, «per capire come muoverci. È una questione di tempi non rispettati nella consegna dei documenti ad essere stata contestata dalla procura federale, non di certo il mancato pagamento dell’Iva del 2012 che invece c’è stato. Aspettiamo che ci venga notificata la data dell’udienza e ci difenderemo nelle sedi opportune». A difendersi sarà appunto Di Bucchianico che è amministratore delegato Virtus. Lo è dal 2011 da quando scoppiò il caso Morante, ovvero quando la società sospese il pagamento degli stipendi al centravanti. Nell’estate 2011 ci fu il deferimento, poi a inizio campionato, quello della storica promozione in B, la disciplinare penalizzò la società di un punto, inibì Valentina e Guglielmo Maio, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Virtus.

Da allora è Di Menno Di Bucchianico, ormai uomo di fiducia della famiglia Maio, a ricoprire la carica. Nel 2012 poi la Virtus riottenne il punto che era stato tolto, dopo il ricorso al Coni. Quello recapitato ieri quindi è il secondo deferimento dell’era Maio, ossia da quando nel 2008 la famiglia ha ripreso la società dal fallimento. Dal tracollo dei due anni di Di Stanislao che era stato invece più volte deferito alla Disciplinare per non aver pagato gli stipendi ai tesserati del periodo di luglio-settembre 2007, per non aver documentato, entro il 30 gennaio 2008, il pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals degli stipendi. Ora la società e Di Bucchianico, dovranno attendere l’udienza e la decisione della Disciplinare.

La speranza è di non perdere un punto, che nel lungo campionato di serie B, e per una società che punta a salvarsi, è davvero prezioso.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA