Juve a pezzi, Allegri gonfia il petto «Basta paure, pronti alla risalita»

Il tecnico: «Le vicende giudiziarie riguardano la società, noi dobbiamo solo vincere. Io non mollo» Il club rischia sanzioni per le altre inchieste e l’Uefa non sarà clemente. Oggi la sfida con l’Atalanta
TORINO. Da terza a decima, da 37 punti a 22: la Juventus ieri si è risvegliata nella bagarre del centro classifica, Massimiliano Allegri prova a guardare avanti. «Sarà una partita speciale, dopo ciò che è successo dobbiamo ricompattarci ancora di più», le parole del tecnico bianconero dopo la sentenza della Corte d'Appello Figc, «e non vuol dire ripartire, perché le vicende giudiziarie riguardano la società: il nostro pensiero va solo al campo, lavorando con un profilo basso e cercando di scalare piano piano le posizioni». Da una parte c'è il rischio di gettare la spugna, dall'altra la voglia di scrivere un'altra pagina di storia che avrebbe dell'incredibile: «Per noi non cambia nulla perché dobbiamo fare punti, sappiamo che ne abbiamo 22 e ce ne sono a disposizione 60», il punto di vista dell'allenatore, «e i ragazzi sanno benissimo cosa devono fare: la sentenza definitiva arriverà tra due mesi, non dovremo farci trovare con dei rimpianti».
Anche perché, nonostante la stangata, Allegri continua a cerchiare in rosso il quarto posto: «Ho fatto i conti quando ho saputo dei nove punti di penalizzazione e li ho rifatti con 15, la media per arrivare in Champions è quella e dovremo fare una cosa straordinaria». E lui stesso non ci pensa nemmeno a fare un passo indietro: «Sono e rimarrò l'allenatore della Juve, sempre che non decidano di mandarmi via e bisogna essere responsabili di dove siamo e di ciò che facciamo: siamo tutti bravi quando le cose vanno bene, ma è nelle difficoltà che diventa più stimolante perché bisogna essere uomini per assumersi le responsabilità». Venendo al campo, i bianconeri si preparano per la sfida di oggi contro l'Atalanta e ieri il presidente Ferrero ha parlato al la squadra insieme a Max Allegri «Vogliamo girare a quota 25, avremo a disposizione Cuadrado e Rabiot dovrebbe essere a posto» le ultime notizie arrivate dall'infermeria. E poi è cominciato il countdown per il ritorno di Pogba e Vlahovic: «Rientreranno la prossima settimana» l'annuncio di Allegri. Il serbo, almeno a vedere il suo profilo Instagram, ha una voglia matta di rivestire il bianconero a distanza di quasi tre mesi dall'ultima volta: «Non dobbiamo avere paura di niente, perché quando penseranno che siamo caduti, ci rialzeremo più forti di prima: questi siamo noi, questa è la Juve» la sintesi del suo post social per caricare i compagni. Come ha fatto Bonucci: «La Juve è come un drago a sette teste. Gliene tagli una e ne spunta un'altra. Non molla mai. E la sua forza è nell'ambiente» il messaggio del capitano.
Tornando alla questione penalizzazione, i legali della Juventus, Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa sono pronti a dar battaglia dopo la stangata arrivata dalla Corte d'Appello. Entro dieci giorni arriveranno le motivazioni della sentenza -ma la sensazione è che i tempi saranno molto più brevi-, poi la Juventus ne avrà altri 30 a disposizione per presentare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni che non può giudicare nel merito ma solo sotto il profilo della legittimità. Lo step successivo sarebbe il Tar del Lazio. Di certo per i legali bianconeri si apre una primavera incandescente. A parte il procedimento di cui abbiamo parlato sinora, la Juventus è attesa nei tribunali ordinari il 27 marzo dall’udienza preliminare per l’inchiesta Prisma. Non solo, c’è il «nuovo» processo sulle plusvalenze per le operazioni con le società «amiche», emerse nelle intercettazioni. E soprattutto il filone relativo alla manovra stipendi: nel 2020 e 2021 la Juventus e la maggior parte dei giocatori hanno concordato una riduzione dei compensi, in realtà corrisposti in maniera non trasparente. Per finire anche sotto il profilo europeo la Juventus rischia sanzioni o la partecipazione alle coppe. La Uefa di Ceferin, con cui Agnelli già entrato in rotta di collisione per le note vicende della Superlega, assiste con attenzione all’evoluzione dei processi in Italia. La sensazione è che non avrà la mano morbida.
Angelo Caradonna

