Juve-Allegri, fine di un amore vincente

18 Maggio 2019

Il tecnico: «Cinque anni meravigliosi». Oggi parla con Agnelli al fianco. Inzaghi e Sarri tra i papabili per la successione

TORINO. La verità, o quantomeno la loro verità, si saprà solo oggi alle 14, quando Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri si presenteranno insieme all'Allianz Stadium per spiegare i motivi del divorzio. Si capirà finalmente, al di là delle tante ipotesi di queste ore, cosa ha fatto precipitare il rapporto dopo cinque anni vincenti. La seconda clamorosa separazione della stagione a far rumore in casa bianconera, dopo quello del direttore generale Beppe Marotta. Le prime parole da ex, Allegri le ha dette ieri ricevendo il Tapiro di Striscia la notizia. «Sono stati cinque anni d'amore meravigliosi. Cinque anni per me sono tanti...Non so chi siederà ora sulla panchina, ma comunque sceglieranno un grande allenatore perché la Juventus è una grande società». La telenovela su Allegri era cominciata ben presto, le domande sul futuro hanno 'tormentato’ il tecnico fin dalla fine di febbraio, dopo il capitombolo contro l'Atletico Madrid in Champions, con la Juventus sul baratro dell'eliminazione già agli ottavi. «Ci hanno già dati per morti», il suo intervento qualche giorno dopo, «così sono venute fuori le voci su Allegri che va via. Sono legato alla Juve, ma ci vedremo a fine stagione con il presidente per fare il punto». La rimonta sui Colchoneros, dopo la quale Allegri era stato esaltato, e l'approdo ai quarti di Champions ha poi raffreddato per qualche giorno il tormentone, ma il fuoco è tornato a ravvivarsi ben presto. Inutile il catenaccio del tecnico toscano: «Alla Juve sono legato da un contratto, qui sto bene. Ne parliamo quando la stagione sarà finita», con l'aggiunta di quella frase amara, «questa volta abbiamo un mese di tempo in più per programmare il futuro», dopo l'estromissione dall'Europa per mano dell'Ajax. Fino agli ultimi giorni, ognuno dei quali sembrava buono per il famoso summit con la società. Allegri avrebbe presentato ad Agnelli richieste, per adeguare la rosa della squadra e il suo stipendio, probabilmente ritenute esagerate dalla società. O, come si dice, che non hanno trovato l'unanimità nella triade che Allegri si è trovato a fronteggiare: Agnelli-Nedved-Paratici. Così è bastata una frase sibillina del vicepresidente a Roma, «chi vivrà vedrà» a fare capire che la trattativa avrebbe potuto diventare più difficile del previsto. E si è arrivati alla cena di mercoledì, un faccia a faccia tra Agnelli e Allegri, un colloquio che non avrebbe però spianato la strada per un nuovo accordo. Tutt'altro. E così giovedì è andato in scena l’incontro allargato alla Continassa, nella sede della società bianconera. Oltre tre ore attorno a un tavolo, il tecnico e i principali dirigenti, per cercare un possibile accordo. Un nulla di fatto con una nuova tornata annunciata per ieri. Ma ieri mattina, pochi minuti prima delle 13, quando l'allenamento nel centro sportivo bianconero era appena terminato, ecco l'annuncio sul sito della società bianconera: «Allegri non siederà sulla panchina della Juventus nella stagione 2019/2020». Ci sarà ancora domani sera, contro l'Atalanta, che sarà la celebrazione dell'ottavo scudetto di fila dei bianconeri, ma anche il commiato del tecnico.
Chi sarà il successore? Un bel rebus: Antonio Conte è in parola con l’Inter e comunque Agnelli si è legato al dito l’addio del 2014; Guardiola ha detto che non si sposterà da Manchester sponda City. Lo stesso ha fatto capire Didier Deschamps, campione del mondo in carica con la Francia; Simone Inzaghi sostiene di non aver avuto alcun contatto con la Juve, ma è grande amico di Paratici che sponsorizza il suo nome alla Continassa; è stato fatto il nome di Sinisa Mihajlovic perché nel 2014 era stato contattato da Agnelli per il post Conte. Ma nelle ultime ore stanno lievitando le quotazioni di Maurizio Sarri che il Chelsea non vorrebbe confermare. Ci sarebbero stati dei contatti tra il suo entourage e la Juventus. In ribasso le quotazioni di Pochettino del Tottenham.
Renato Botto