Juve, gli azionisti contro Nedved Allegri perde Chiesa per Verona

30 Ottobre 2021

I piccoli soci criticano il vice presidente per i suoi comportamenti nel club. Agnelli lo difende e rilancia: «Averlo è un privilegio. Classifica? Possiamo recuperare». In programma Atalanta-Lazio e Torino-Samp

TORINO. Oggi pomeriggio la Juve a Verona tenterà il riscatto dopo il ko interno con il Sassuolo, ma in casa bianconera tengono banco anche le vicende legate all’aspetto finanziario. Per la Juventus la pandemia Covid «è stata la tempesta perfetta» che ha fatto perdere alla società 320 milioni, un rosso spalmato su tre bilanci, 209,9 milioni nell'ultimo esercizio, approvato ieri dall'assemblea degli azionisti. «Eravamo appena usciti da un ciclo di investimenti da quasi mezzo miliardo di euro», ha ricordato il presidente Andrea Agnelli. Con la soddisfazione di «un'assemblea di nuovo in presenza» e la convinzione che, passata la buriana, la Juventus dal 2022/2023 potrà cominciare a rimettere a posto i suoi conti, il numero 1 bianconero ha ribadito che il «piano di investimenti proposto nel 2019 era, e resta, credibile», ora con l'indispensabile aiuto dell'aumento di capitale da 400 milioni di euro, approvato dall'assemblea. Il secondo in tre anni: nel 2019 gli azionisti avevano detto sì a un aumento di 300 milioni. «Se guardiamo al 2022/2023 depurato dagli effetti della pandemia - ha detto Agnelli - il nostro è un fatturato sano, che si attesta a 450 milioni di euro, un valore sufficiente per ambire a competere a livello internazionale». «Cercare di vincere ogni competizione resta il dogma della Juventus», ha ricordato Agnelli. Quest'anno in campionato potrebbe essere difficile, con l'handicap attuale di 13 punti da Milan e Napoli. «Ma sono passate appena 10 giornate e possiamo tranquillamente recuperare». Abituati a vincere scudetti in serie, i piccoli azionisti della Juventus (nella doppia veste di soci e tifosi) hanno criticato la gestione recente del club durante l’assemblea annuale all’Allianz Stadium. Nel mirino è finito pure il vicepresidente Pavel Nedved, anche per alcuni comportamenti in tribuna e a bordo campo durante le partite. Un attacco al quale il vicepresidente bianconero ha voluto ribattere in chiusura di assemblea: «È il mio carattere, non cambierò e continuerò a fare il mio lavoro con il massimo impegno». In sua difesa è intervenuto lo stesso Agnelli: «È un privilegio avere in società una persona come Pavel».
Operazione riscatto. Oggi, però, bisogna provare l’inversione di rotta. «Testa bassa e pedalare», in estrema sintesi è questo il pensiero di Massimiliano Allegri prima della partenza per Verona. «In questo momento non ha senso parlare o dare spiegazioni, c'è da stare in silenzio e fare risultati migliori», ha detto ieri alla vigilia di una delle trasferte più delicate della stagione, dopo il ko con il Sassuolo. Adesso, infatti, non si può più sbagliare: «A Verona sarà importante e difficile allo stesso tempo, martedì possiamo chiudere il discorso qualificazione in Champions e raggiungere il primo obiettivo della stagione ed è importante stare zitti perché il silenzio è la cosa che paga più di tutte».
Chiesa out. Durante la rifinitura alla Continassa, però, il tecnico ha perso due giocatori: Federico Chiesa e Aaron Ramsey, infatti, non partiranno per Verona. Entrambi hanno accusato qualche problema muscolare, così rimarranno a Torino con Mattia De Sciglio e Moise Kean. Senza Chiesa, il tecnico sta studiando un centrocampo con Cuadrado e Rabiot sulle corsie laterali, mentre Morata è in vantaggio su Kaio Jorge per affiancare Dybala. Come esterni bassi dovrebbero agire Danilo e Alex Sandro, in difesa possibile il ritorno di Chiellini con Bonucci. Infine, per quel che riguarda la porta, Szczesny si riprenderà il posto che aveva lasciato a Perin nel turno infrasettimanale contro il Sassuolo. Oggi pomeriggio in campo anche l’Atalanta che alle 15 sarà in campo contro la Lazio. Gli orobici puntano alla vittoria per agganciare momentaneamente l’Inter al terzo posto. Alle 20, 45, infine, il Torino ospita la Sampdoria di D’Aversa.
Angelo Caradonna