Juventus, la sfida di Agnelli è sui ricavi

2 Ottobre 2018

La società vuole avvicinarsi al fatturato delle big d’Europa. Il presidente: «Il modello non cambia, ma spazio ai giovani»

TORINO . Il modello di gestione non cambia ma qualche aggiustamento ci sarà nella Juventus che ha improvvisamente chiuso il ciclo di Beppe Marotta. Il fronte su cui il club bianconero vuole sfondare è quello dei ricavi, per ridurre quel gap che è ancora forte rispetto a un'elite di club europei, almeno fino a quando non peserà nei conti l'effetto-Ronaldo.
Ed è probabile che non venga nominato un nuovo a.d., ma che le deleghe vengano concentrate nelle mani di Agnelli e Nedved. E mentre probabilmente le vere ragioni del divorzio anticipato tra Marotta e la Juve non saranno mai raccontate – un po’ come per cosa successe, o non successe, nel famoso intervallo della finale di Champions League a Cardiff – Agnelli è intervenuto ieri sull'assetto del futuro boarding della società bianconera. Lo ha fatto a margine dell'assemblea di Lega, a Milano. «Il modello di gestione della Juventus rimane sostanzialmente inalterato, in assoluta continuità con il recente passato. I pilastri sono tre: lo sport, i ricavi e i servizi. Cambierà la leadership dei pilastri. Il responsabile dell'area sport sarà Fabio Paratici (attuale direttore sportivo, ndr), Giorgio Ricci assumerà la funzione di responsabile dei ricavi, con il titolo di Chef Revenue Officer, e Marco Re sarà responsabile dei servizi, vale a dire la finanza, le risorse umane, i servizio tecnologici, gli acquisti. Sono professionisti che ormai hanno un'età media di 45 anni», rimarca Andrea Agnelli, «sono pronti e preparati ad assumere le responsabilità in prima persona. Davanti a loro avranno sfide ambiziose e globali, pari se non superiori a quelle del 2010». Si chiude l'era di Marotta e Mazzia, i due amministratori delegati, l'uno dell'area sport l'altro di quella finanziaria: «Hanno fatto un gran lavoro anche per far crescere nuovi, giovani dirigenti. Dobbiamo continuare a competere con squadre leggermente davanti a noi dal punto di vista dello spettro dei ricavi: le solite note tedesche, inglesi, spagnole e il Psg». Ad esempio la Juve fattura 411 milioni di euro, il Real Madrid 751.
Le nuove deleghe nel management verranno assegnate quando si costituirà il nuovo consiglio di amministrazione, dopo l'assemblea degli azionisti del 25 ottobre. Nella lista dei candidati al cda, depositata ieri da Exor, oltre ad Agnelli ci sono l'attuale vicepresidente Pavel Nedved, gli indipendenti Paolo Garimberti, Daniela Marilungo, Assia Grazioli-Venier e Caitlin Hughes. Completano la lista Enrico Vellano, Francesco Roncaglio e il team manager della Ferrari, Maurizio Arrivabene.
Con lo Young Boys senza CR7. Stasera (ore 18.55, diretta su SkySport Uno) la Juve ospita lo Young Boys nella seconda giornata di Champions senza il suo asso, CR7, squalificato per un turno dopo l’espulsione di Valencia. «Sono curioso di vedere la Juventus giocare senza Ronaldo, in 11. Perché a Valencia ci è capitato, ma in 10 perché dopo un quarto d'ora o poco di più ce l'hanno sbattuto fuori», commenta il tecnico bianconero Massimiliano Allegri. «Ma un po’ di riposo gli farà comunque bene. Khedira? È tra i convocati ma non giocherà dall'inizio, se la partita si mette in un certo modo può fare mezz'ora o anche di più, così è pronto per Udine. Chiellini riposerà, come probabilmente Cancelo. In attacco Dybala e Mandzukic».
Se qualcuno pensa che Juventus-Young Boys possa essere una passeggiata per i bianconeri, se lo tolga dalla testa: «Le partite vanno giocate e vanno vinte. Alla fine, quando l’arbitro fischia, se hai vinto allora puoi dire che è stata facile. Bisogna avere rispetto dello Young Boys, vincono da tante partite, sono compatti, si aiutano, hanno fisicità, sono molto bravi sulle palle lunghe, bisogna essere veloci, tecnici, giocare tra le linee. Non è semplice se non la prendiamo come la dobbiamo prendere. Gli ultimi 20 minuti con il Napoli non mi sono piaciuti» Infine, un commento sull’addio di Marotta: «Mi dispiace. È un grande manager, mi ha portato alla Juve, sotto il profilo umano è difficile trovare dirigenti di questo livello».