Juventus-Milan, la sfida infinita

10 Marzo 2017

Stasera quarto scontro stagionale. Berlusconi stipula un nuovo patto coi cinesi per il closing rossonero

TORINO. Mai fidarsi di «un Milan sornione, che non muore mai»: il campionato è «ancora lungo, niente è già scritto». Sfoggia la consueta prudenza Max Allegri alla vigilia della sfida con i rossoneri dal risultato sempre incerto: «Nonostante i 17 punti di vantaggio», dice il tecnico, «le sfide tra queste due squadre sono sempre equilibrate». Nulla è scontato nel calcio, come dimostrato dal Barcellona, «un avversario scomodo nei quarti» oltre che «una delle favorite per la vittoria insieme al Bayern e al Real Madrid». Favorita come la Juventus in campionato, anche se secondo il tecnico «il campionato non è chiuso nonostante gli 8 punti di vantaggio sulla Roma». Testa al Milan e alle «undici partite che rimangono, scontri diretti compresi». É ancora aperta la doppia ferita inferta ai bianconeri prima in campionato, quando dopo «una partita equilibrata siamo stati un pò polli in occasione del gol», quindi in Supercoppa a Doha, «partita in cui abbiamo subito di più rispetto alle altre due». L'assenza di Cuadrado, squalificato, e di Chiellini, «indisponibile e in dubbio anche per la Champions con il Porto», costringeranno Allegri a valutare possibili cambi di assetto. «In difesa a fianco di Bonucci sono in ballottaggio Benatia, Rugani e Barzagli», con il centrale marocchino «un pochino in vantaggio», mentre per sostituire il colombiano le alternative abbondano. «Ci sono varie soluzioni» confessa l'allenatore che spaziano da «Dani Alves esterno alto» o in alternativa «Pjaca in quel ruolo». Senza escludere un cambio di assetto, con «un centrocampista in più, Pjaca fuori e un terzino solo».

L’inchiesta sui biglietti. Le multe alle società per episodi come i cori razzisti delle proprie tifoserie sono, in realtà, «un arma pericolosa in mano agli ultras». Anche per questo la Juventus era «costretta» a trattare con gli ultrà, concedendo dei «benefit», per «ottenere un comportamento civile». Si sfogò così, il 16 settembre 2014, un funzionario della società bianconera con i carabinieri che lo avevano avvicinato mentre prestavano servizio allo stadio in occasione della sfida di Champions con il Malmoe. Il retroscena è in una informativa dell'Arma alla procura. Nel rapporto si legge che il funzionario si «lamentava» perché doveva «scendere a compromessi con soggetti poco raccomandabili» e faceva l'esempio delle multe del giudice alla Juventus per i cori razzisti.