Kastanos: basta parole, servono i fatti

La delusione del centrocampista biancazzurro: «Sono arrabbiato, ora testa bassa e pedalare». Zappa: «Poco concreti»
FROSINONE. L’emblema di un Pescara che in terra ciociara ha cambiato pelle per l’ennesima volta in questo campionato si chiama Davide Vitturini. Il difensore biancazzurro, cresciuto nel vivaio del Pescara, classe 1997, è passato dall’essere oggetto misterioso a titolare nella gara di Frosinone. Luciano Zauri, dopo averlo escluso in tante circostanze anche dall’elenco dei convocati, l’ha tolto dalla naftalina e l’ha schierato dall’inizio contro i giallazzurri.
Da difensore centrale di destra, che non è il suo ruolo preferito, essendo un terzino naturale. «Ho sempre atteso il mio momento in silenzio», ha detto senza fare troppa polemica Vitturini dopo la gara, «la verità è che siamo tanti e l’allenatore deve fare delle scelte, in base alla condizione fisica, al tipo di partita da preparare o all’avversario che andiamo ad affrontare. È capitato a me stare fuori, però il mio dovere mi obbliga a farmi trovare pronto e credo di esserci riuscito». In effetti la gara del 22enne ex Fano non è stata negativa, soprattutto con l’attenuante che non giocava dal 21 settembre quando ne inanellò due di fila contro Cosenza e Virtus Entella, poi era scomparso dai radar. L’unica sbavatura è stata sul gol del vantaggio, anche se poco avrebbe potuto fare contro Dionisi e Maiello che hanno impallinato Kastrati per la prima volta.«Il rammarico è che quel gol è nato da una rimessa laterale a nostro favore», ha spiegato Vitturini, «e abbiamo subito questa ripartenza in cui mi sono trovato fra Maiello e Dionisi: la loro triangolazione mi ha sorpreso, ed ecco il gol. È chiaro che non posso essere contento per questa partita che ho giocato dopo tanto tempo, a livello personale. È più forte il rammarico perché abbiamo preso un gol evitabile, da un errore banale che poi ha condizionato la partita, fino a quel momento sembrava giusto il pari che stava maturando». Poi, però, una volta subito il gol dell’1-0, il Pescara non ha comunque reagito, a causa di uno schieramento tattico rivedibile da parte di Zauri. «Noi abbiamo provato, in base alle caratteristiche della squadra schierata in campo dal mister, a fare quello che dovevamo fare, ciò che avevamo provato in settimana, abbiamo seguito le direttive del nostro allenatore. Purtroppo non è andata bene, siamo in una fase difficile, dobbiamo fare attenzione a non concedere mezze occasioni, tutti dobbiamo fare di più, dare il massimo e andare avanti attraverso il lavoro. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo, questa è l’unica ricetta che conosco. Col Trapani sarà una gara importante come tutte le altre, speriamo di tornare a vincere in casa».
Molto amareggiato il centrocampista Grigoris Kastanos, uno degli ultimi a mollare: «Sono tanto arrabbiato», dice il 21enne cipriota. «Abbiamo cercato di fare il massimo seguendo le direttive del mister. Ora servono solo i fatti ed è inutile parlare. Testa bassa e pedalare».
Senza Ciofani, debilitato dall’influenza, il ruolo di terzino destro è stato occupato stavolta da Gabriele Zappa, che è stato avanzato sulla linea dei centrocampisti, senza però riuscire ad incidere più di tanto. «Avevamo preparato la partita esattamente così, cercando di giocare, con tanto possesso palla», racconta il 20enne cresciuto nell’Inter. «È chiaro che quello che poi è maturato non ci soddisfa, purtroppo ogni partita ha una sua storia. Oltre al gol, non siamo riusciti a concretizzare alcune azioni o a verticalizzare prima. In difesa, invece, siamo stati troppo passivi. L’obiettivo era quello di concedere poco e credo che ci siamo riusciti, ma abbiamo comunque preso due gol. Evidentemente dobbiamo migliorare ancora di più e concedere meno agli avversari che sono stati più bravi di noi in fase realizzativa».
Alessandro Bardi

