Kean e Di Maria a segno: la Juve accelera La Roma va, Mourinho è terzo con il Milan

20 Febbraio 2023

I bianconeri non incantano, ma superano lo Spezia (da oggi a Semplici). La Lazio vince a Salerno e tiene il passo Champions I giallorossi battono il Verona e sono in ansia per Abraham. La Fiorentina nel finale evita la sconfitta nel derby con l’Empoli

LA SPEZIA. Una Juventus cinica, ma non bella, ottiene il massimo dalla trasferta alla Spezia. Un gol per tempo di Kean e Di Maria, per una vittoria figlia di un'accorta partita difensiva e di due giocate in contropiede concluse con freddezza. Bene i bianconeri sul piano pratico, all’orizzonte ci sono il ritorno di Europa League a Nantes e poi il derby contro il Torino. Nello Spezia si attende l’arrivo di Leonardo Semplici dopo l’interregno di Lorieri che ha fatto seguito all’esonero di Gotti.
«Nel primo tempo abbiamo giocato male tecnicamente», il commento del tecnico della Juve Massimiliano Allegri, «essendo troppo frettolosi nel liberarci del pallone, però siamo andati in vantaggio e non abbiamo rischiato molto. Nella ripresa invece abbiamo giocato meglio e però è stato bravo Perin a salvarci con delle ottime parate. Poi è entrato Di Maria e si è alzato il livello tecnico. I campioni hanno un modo diverso di giocare a calcio. La sfortuna è che ha 35 anni, fosse più giovane potrebbe giocare tutte le partite. Quando entra dà tranquillità a tutti». E poi: «Giovedì», ha detto riferendosi al pari con il Nanters, «abbiamo avuto tante occasioni, subìto un contropiede e abbiamo pareggiato. Stavolta è andata diversamente. Ci sono partite che vinci pur giocando meno bene. Ma questo è sempre esistito ed esisterà sempre». In generale il tecnico sottolinea come la squadra «stia facendo bene in campionato. Abbiamo 47 punti sul campo e dobbiamo guardare a quelli. Chiaramente la classifica dice 32 e questo ci obbliga a lottare per avvicinare chi abbiamo davanti».
La Roma sorride. A fatica e contro le assenze (su tutte quelle di Dybala e di Pellegrini), ma la Roma riparte. Lo fa dall'abbraccio di gruppo che a fine partita Mourinho ha voluto al centro del campo davanti ai tifosi che sfollavano. Un discorso e i complimenti alla squadra che vince 1-0 contro un Verona che era in serie positiva da quattro partite. E a far restare la squadra di Mourinho al terzo posto (al fianco del Milan e a tre lunghezze dall’Inter) è l’uomo che non t’aspetti: Ola Solbakken. Per restare in zona Champions basta il gol allo scadere del primo tempo del norvegese (arrivato a dicembre), ma ai guai della Roma, però, sembra non esserci fine, perché nonostante Abraham stringa i denti a causa di un attacco influenzale che lo ha colpito nella notte prima della partita, l'inglese parte titolare, ma dopo quindici minuti deve abbandonare il campo per uno scontro di gioco con Mancini e un problema all'occhio destro che non gli permette di continuare. Finisce in ospedale. Ma in serata proprio l’inglese rassicura i tifosi in vista della sfida di giovedì, di Europa League, contro il Salisburgo, all’Olimpico. «Sto bene», scrive su Facebook.
Angelo Caradonna