Khedira, ancora tu: Juve troppo facile

28 Agosto 2016

Lazio benino nel primo tempo ma non punge, ai bianconeri basta accelerare un po’: entra il Pipita, segna di nuovo il tedesco

ROMA. La Juve è una squadra matura, la Lazio ancora deve diventarlo e, pur avendo giocato inizialmente bene, ha ceduto nella ripresa a una Juve più capace di governare le partite.

Caldo e buona tenuta delle due squadre sono stati gli ingredienti di spicco di una gara decisa nella ripresa con un gol di Khedira, già al secondo centro stagionale dopo la rete alla Fiorentina. La Lazio, che ha modificato la propria fisionomia, rispetto a Bergamo, ha dimostrato di poter disputare un buon campionato. La Juve ha fatto sfoggio della propria abilità tattica e della capacità di padroneggiare la situazione nei momenti topici anche se è mancata un po’ la qualità. Il gol di Khedira, subito dopo l'ingresso di Higuain, è stato propiziato dal solito, bravissimo Dybala. La Juve nel secondo tempo aveva alzato i ritmi e sfiorato il gol in alcune occasioni. Insomma, La Lazio, che non batte la Juve da tredici anni, non ce l'ha fatta neppure stavolta, e ha dovuto cedere alla squadra pentacampione, più ricca d'esperienza e più scafata. E' bastato vedere giocare una partita realistica, a Massimiliano Allegri, per ottenere la seconda vittoria in campionato.

La Juve era partita senza Bonucci in difesa, Pjanic in mediana e Higuain (ultima fase della gara) all'attacco. Novità (positiva) Benatia in difesa. I biancocelesti avevano potuto inserire Bastos (bene) e Radu in difesa e Felipe Anderson e Lulic davanti. Sotto gli occhi del c.t. azzurro Ventura, una partita influenzata dal caldo, che ha costretto l'arbitro a fermare il gioco per il primo (e unico) time out su richiesta di Inzaghi. La Lazio è partita piuttosto bene, ma dopo dieci minuti è venuta fuori la Juve, sia pure con pochi affondi, grazie all'azione continua di Dani Alves e alle giocate di Dybala.

La battaglia a centrocampo è diventata piuttosto combattuta e il peso dei vari Parolo, Lukaku e Lulic si è fatto sentire. La Juve ha avuto nel collettivo, la propria arma migliore. Un colpo di testa di Dybala, controllato da Marchetti con un tuffo sulla sinistra; un salvataggio in acrobazia di Benatia su Immobile, pronto a insaccare di testa su un traversone di Felipe Anderson da destra deviato da Buffon e un sinistro quasi casuale di Asamoah, che ha rischiato di sorprendere Marchetti, sono stati gli episodi salienti di una partita piuttosto equilibrata nel primo tempo. Un colpo di testa di De Vrij ad anticipare Mandzukic e alcune efficaci manovre sui due fronti, all'inizio della ripresa, hanno tenuto in bilico il risultato. Poi un tiro di Mandzukic respinto da Marchetti, ripreso da Dybala e messo fuori di poco, ha fatto tremare la Lazio. E' cominciata la girandola dei cambi: il provato Lulic ha lasciato il posto a Milinkovic-Savic (subito pericoloso) e la Lazio ha tentato di fronteggiare meglio una Juve in crescita.

Chiellini ha ben controllato le percussioni di Immobile. Su un diagonale di Khedira, una deviazione difensiva ha impedito a Mandzukic di intervenire sotto porta. Patric ha preso il posto di Lukaku, Higuain è entrato per il croato dopo 20'. La Juve un minuto dopo è andata in vantaggio con un gol di Khedira in diagonale su assist di Dybala "bucato" da Biglia.

La Juve avrebbe potuto raddoppiare quasi subito con Benatia. Insomma, appena la Juve ha premuto sull'acceleratore, la Lazio ha ceduto. Il resto, poco o niente. Sono entrati Djordjevic e Lichsteiner. Anche Higuain, con i suoi assist, ha contribuito al gioco offensivo della Juve: è la solita Juve, forte, solida e cinica. E con un organico super (anche senza Matuidi).