L’Abruzzo inizia a ruggire, Cataldo e Ciccone da applausi

14 Maggio 2021

A San Giacomo il miglianichese firma la lunga fuga di giornata, il teatino chiude sesto  Vince Mader, la maglia rosa passa all’ungherese Valter. Oggi si parte da Notaresco

ASCOLI. Nel giorno del trionfo di Gino Mader e della nuova maglia rosa di Attila Valter, la prima storica per un corridore ungherese, a San Giacomo (Ascoli Piceno) l’Abruzzo abbraccia sempre di più il Giro d’Italia e fa la voce grossa prima con il miglianichese Dario Cataldo che firma la lunga fuga di giornata, poi con il teatino Giulio Ciccone che si incolla alla ruota di Bernal e arriva al traguardo con il vincitore del Tour 2019, con Evenepoel e Martin. Sono loro i più forti sulle dure rampe del “Mount Ventoux delle Marche”. Ancora pioggia, vento e freddo a far dar cornice ad una giornata che promette emozioni forti.
La corsa? Cataldo con Mader, Mohoric, Mollema, Janssens, Ravanelli e Bouchard provano l’azione da lontano, nel gruppo l’azione degli Ineos di Bernal firmata dal solito “top Ganna” crea la prima selezione e mentre davanti con Cataldo restano solo Mollema, Mohoric e Mader, dietro Ciccone in discesa segue Alberto Bettiol e Romain Bardet. Inizia a battere forte il cuore degli abruzzesi, ma è sempre la Ineos a tenere sotto controllo la corsa prima dell’ultima ascesa che misura 15 km. Mohoric ha finito il suo lavoro, Cataldo, Mollema e Mader imboccano la salita con un più di 2’ mentre Ciccone viene riassorbito dal gruppo. I tre davanti si giocano la tappa, gli uomini di classifica sono pronti a riscrivere le gerarchie e quando le pendenze si fanno arcigne, Mader saluta i compagni di avventura e va a firmare la sua impresa. Ha dell’incredibile, poi, quanto accaduto al belga Serry, che durante la salita finale è stato investito dall’ammiraglia della BikeExchange.
Ma è nel gruppo che iniziano i fuochi d’artificio: Martinez va all’attacco, gli uomini di Evenepoel chiudono prima della fiammata di Bernal. Ciccone, bravo a giocare a nascondino nei primi chilometri di salita, lui che è abituato a farsi vedere anche troppo, chiude quinto con una facilità disarmante - dietro a Bernal, Martin ed Evenepoel - e ora è ottavo nella classifica generale. L’Abruzzo sogna e ora nella Trek Segafredo le gerarchie sono definite. Ciccone può giocarsi le sue carte ed ha una gamba speciale, Campo Felice domenica lo attende ma oggi è già Abruzzo con la partenza da Notaresco. Sarà una frazione per uomini veloci, papà Roberto e mamma Silvana tiferanno per Giulio sulla salita della Colonnetta a Chieti, Cataldo si emozionerà passando nella sua Miglianico ma attaccare ancora non sarà facile. «Resto concentrato ad aiutare il capitano Soler», ha detto Cataldo, «anche se passare davanti casa è sempre un’emozione speciale. Provare qualcosa? La vedo dura, l’altimetria favorirà le ruote veloci mentre domenica a Campo Felice ci sarà qualche spiraglio».
E oggi avrà un sapore speciale anche il traguardo volante di Crecchio: la Israel Fantini vuole fare un regalo al manager Valentino Sciotti dopo la maglia rosa portata per due giorni da De Marchi, stesso obiettivo per l’Androni del ds Spezialetti. E da Crecchio poi tutta discesa fino ad Ortona con i corridori che poi passeranno sulla Costa dei Trabocchi: una cartolina dell’Abruzzo che tutto il mondo saprà ammirare prima del traguardo di Termoli con la nuova probabile sfida tra Merlier, Ewan, Groenewegen, Nizzolo e Viviani. Da oggi e fino a lunedì prossimo la corsa rosa parlerà abruzzese, il direttore del Giro Mauro Vegni ha ricordato come «la vostra è una terra di appassionati, ogni anno fate anche l’impossibile per avere le tappe e credo che essere così presenti sia un giusto riconoscimento per un territorio che ha tanti appassionati che non vedono l’ora di ammirare i corridori sulle loro strade. Campo Felice promette spettacolo, i corridori vorranno accumulare vantaggio prima dell’ultima settimana e sono convinto che possa uscire una tappa speciale».
Ma intanto lo spettacolo inizia oggi con il via da Notaresco alle 12.50. Ci sarà spazio per ammirare il mare fino a Montesilvano poi la carovana andrà verso l’interno: nessuna ascesa impegnativa, ma tanti saliscendi prima di tornare sulla costa con lo scorcio dei Trabocchi. I corridori saluteranno l’Abruzzo per arrivare a Termoli, ma è solo un arrivederci a Castel di Sangro. E con Ciccone così sognare in grande è possibile.