L’Abruzzo porta fortuna: l’Italia vola in semifinale

Oggi con la Repubblica Ceca sognando un altro podio dopo l’argento di 10 anni fa Il coach Rigoni: «Che bello tornare qui, la gente è accogliente e ci sentiamo a casa»
ROCCARASO. Dieci anni fa, a Roccaraso, l’Italia vinse la medaglia d’argento al mondiale. Oggi gli azzurri dell’hockey in linea sono ancora tra i primi quattro al mondo, risultato ottenuto sempre nella località montana abruzzese dove sono in corso i mondiali 2021. È l’Abruzzo a portare fortuna alla nazionale e al suo allenatore Luca Rigoni, protagonista sia oggi che dieci anni fa seppure con ruoli diversi. «Dieci anni fa, ai campionati del mondo del 2011, ero qui a Roccaraso tra i giocatori arrivati con l’Italia in finale», racconta Rigoni che oggi, invece, è diventato il ct della nazionale. «Ho ancora i brividi e tanta emozione nel ricordare quei momenti fantastici e l’accoglienza ricevuta dalle persone qui in Abruzzo».
Gli azzurri in quell’occasione si arresero in finale solo alla Repubblica Ceca, la stessa avversaria che ritroveranno oggi (ore 20) in semifinale. Ovviamente a Roccaraso, diventata così come l’Abruzzo, la seconda casa dell’Italia. «Sono contento di tornare qui dieci anni dopo nelle vesti di allenatore», dice Rigoni, «l’emozione è sempre grande. Roccaraso per tanti aspetti mi ricorda il mio paese, Asiago. La gente qui è molto accogliente. Le persone che incontro mi salutano sempre e io mi fermo a parlare con loro. Tutto questo mi fa sentire a casa».
Il cammino. L’Italia, dopo aver superato il difficilissimo gruppo B che comprendeva Slovacchia, Francia e Canada, ieri è riuscita a battere nei quarti la Colombia (4-0), e ora è in semifinale tra le migliori quattro al mondo. «Le sensazioni sono buone», risponde il ct azzurro, «prepariamo sempre i match nel migliore dei modi. Abbiamo molti giocatori giovani nel nostro team. A loro ho chiesto di mettersi in mostra e di portare in campo tanto impegno e dare tutto per la maglia. Ed i ragazzi lo hanno sempre dimostrato nei raduni, prima di questo mondiale, nonostante tutte le difficoltà legate al periodo che stiamo vivendo con la pandemia».
L’allarme Covid. Il torneo per la squadra italiana era iniziato con una brutta notizia: la positività al Covid di tre giocatori, proprio nel giorno dell’arrivo a Roccaraso. «L’aspetto positivo», spiega Rigoni, «è stato quello di trovare la disponibilità dei ragazzi che non erano stati convocati. Hanno lasciato tutto per sostituire i compagni. È la dimostrazione di un grandissimo attaccamento alla maglia azzurra e della voglia di essere qui, in questo torneo». Un mondiale in pericolo fino a qualche mese fa. La competizione rischiava di essere cancellata a causa della pandemia e della difficile situazione che sta attraversando la Colombia, sede iniziale dei campionati. Poi la decisione di spostare tutto a Roccaraso.
La scalata. L’Italia non partiva tra le favorite, al contrario del Canada delle star dell’hockey inline, Dave Hammond e Thomas Woods, o la Repubblica Ceca di Marek Loskot e Patrick Sebeck. Ora che è tra le prime quattro può puntare a una medaglia, dopo che ha raggiunto l’obiettivo minimo, la qualificazione per i World Roller Games del prossimo anno, riservata alle prime sette classificate a Roccaraso. «Ora vogliamo essere positivi», ammette il coach azzurro, «anche se sappiamo che affronteremo una squadra fortissima come la Repubblica Ceca. Ogni partita, però, può raccontare uno storia diversa, soprattutto in un campionato mondiale». (g.g.)
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