L’Abruzzo sale sul podio Russo, medaglia storica

La ginnasta dell’Armonia vince l’argento: «Un risultato che ripaga i miei sacrifici» Bronzo per Vitturini, seconde le pallanuotiste pescaresi Ranalli e Di Claudio
PESCARA. Una medaglia storica, sudata, voluta a tutti i costi. Che dà lustro all’Abruzzo e segna la storia nazionale della ginnastica ritmica. Alessia Russo, 23 anni da compiere il prossimo 24 settembre, ha vinto la medaglia d’argento al nastro alle Universiadi di Napoli. La ginnasta dell’Armonia d’Abruzzo, società teatina otto volte campione d’Italia, è entrata nella storia. Nessuna ginnasta italiana, infatti, era riuscita a salire sul podio delle Universiadi. Ce l’ha fatta Alessia, originaria di Figline Valdarno, ma ormai teatina d’adozione. È arrivata a Chieti a 13 anni per inseguire un sogno, quello di diventare una campionessa. E ci è riuscita dopo tante rinunce e sacrifici. Il pianto di gioia e l’abbraccio con la sua allenatrice Germana Germani valgono più di mille parole. «È stata un’emozione unica», racconta la stella dell’Armonia d’Abruzzo. «Vincere in Italia e sentire il pubblico gridare il mio nome è stato qualcosa di magico. Ho pianto di gioia insieme a Germana perché dietro questo grande risultato ci sono 8 ore di allenamento al giorno e tanti sacrifici. Oggi i ragazzi vogliono ottenere tutto subito. Io ci sono arrivata a 22 anni, che per la ritmica non è più un’età giovanissima, ma questa è la dimostrazione che con la pazienza, il sacrificio e la passione si possono ottenere grandi risultati. Quando vedi tutti i tuoi amici uscire e tu sei chiusa in palestra ad allenarti non è facile», conclude Russo, «ma se vuoi arrivare in alto devi rimboccarti le maniche e fare sacrifici». E dopo lo storico bronzo ai Mondiali di Baku, ecco un’altra medaglia prestigiosa. «La dedico alle mie allenatrici Germana e Monia, ad Anna Mazziotti, al mio fisioterapista Fabio Tumini e al mio fidanzato Alessio Matarazzo».
Le altre medaglie abruzzesi. Riportano a casa l’argento anche le pallanuotiste pescaresi Chiara Ranalli, classe 1996, tesserata con il Padova, e Luna Di Claudio, classe 1997, tesserata con la Sis Roma, che hanno perso la finale con l’Ungheria (8-7). «C’è il rammarico di non aver vinto la medaglia d’oro», dice il bomber Ranalli, capocannoniere dell’Italia con 16 gol, «dispiace perché a mio avviso eravamo nettamente più forti dell’Ungheria. Volevamo l’oro, ma siamo comunque soddisfatte di essere salite sul podio».
Medaglia di bronzo, invece, per il calciatore pescarese Davide Vitturini, 22 anni. Gli azzurrini nella finale per il terzo e quarto posto hanno battuto ai rigori la Russia. Ora il terzino destro del Pescara si sta godendo gli ultimi giorni di vacanza e giovedì raggiungerà i compagni al ritiro di Palena per iniziare la preparazione.
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