L’Abruzzo saluta Tokyo a testa alta: fuori Sabbatini, Nicolai e Di Fulvio

TOKYO. L’Abruzzo saluta le Olimpiadi a testa alta. Ieri hanno detto addio a Tokyo la mezzofondista teramana Gaia Sabbatini, che non è riuscita a centrare la finale nei 1.500, l’ortonese Paolo Nicolai,...
TOKYO. L’Abruzzo saluta le Olimpiadi a testa alta. Ieri hanno detto addio a Tokyo la mezzofondista teramana Gaia Sabbatini, che non è riuscita a centrare la finale nei 1.500, l’ortonese Paolo Nicolai, eliminato insieme a Daniele Lupo nei quarti del beach volley dalla coppia del Qatar campione del mondo in carica, e il pallanuotista pescarese Francesco Di Fulvio, eliminato con il suo Settebello dalla Serbia ai quarti.
A Gaia Sabbatini non è bastata una grande prestazione, con primato personale sbriciolato di quasi due secondi, 4’02”25, per conquistare la finale olimpica dei 1.500. Un tempo, comunque, che la porta a essere la seconda italiana di tutti i tempi in questa gara, dietro la campionessa olimpica di Los Angeles 1984 e primatista italiana Gabriella Dorio (3’58”65), ma davanti a un’altra campionessa come Paola Pigni, che in occasione del bronzo alle Olimpiadi di Monaco 1972 corse in 4’02”85. Sabbatini si è classificata ottava nella sua semifinale, senza poter accedere ai tempi di ripescaggio.
Si qualificavano le prime 5 di ognuna delle due semifinali, più i migliori due tempi di recupero. Ritmi elevati che non hanno intimorito la ventiduenne teramana, che si è inserita con autorità nel gruppo di testa.
Ma le accelerazioni all’interno di gare con andature così veloci non sono facili da reggere, nonostante le ottime risposte dell’atleta delle Fiamme Azzurre.
Ancora una volta, però, una caduta davanti a lei, ha spezzato il ritmo di Gaia e non le ha permesso di rimanere con il gruppo di testa. Sabbatini è risultata alla fine 14ª nella classifica complessiva, rimasta fuori dalla finale per sole due posizioni.
La Fidal aveva presentato ricorso per il danno causato alla Sabbatini, costretta a rallentare per la caduta di due avversarie, ma la giuria d’appello ha confermato l’eliminazione della teramana. «Mi ritengo soddisfatta della prestazione», le parole a caldo di Gaia Sabbatini, «dove mi sono migliorata molto (aveva un primato personale di 4’04”23 ndc), ma mi rode per come è andata la gara, dove avrei potuto forse fare di più se non si fosse verificata quella caduta davanti a me. È stato difficile, infatti, riaccelerare di nuovo per riprendere le prime e, infatti, da questo episodio ho cominciato ad avere dolori muscolari. Incidenti normali a questi livelli, visto che siamo tutte forti. Però», si consola l’atleta cresciuta nell’Atletica Gran Sasso Teramo, «se sono riuscita a fare questo tempo nonostante questo stop in gara, significa che sono in grado di competere con le prime al mondo. Perché il mio obiettivo futuro è stare con le prime dodici al mondo, e per questo lavorerò in vista di Parigi 2024».
Fuori anche Nicolai. Contro i campioni del mondo in carica, Cherif-Ahmed, l’ortonese e Lupo sono stati superati in due set, con il punteggio di 21 a 17 e 23 a 21. «È stato bellissimo», ha scritto Nicolai sui social per congedarsi dalle Olimpiadi. È andata male anche al pescarese Francesco Di Fulvio. Il Settebello è stato sconfitto per 10-6 dalla Serbia campione olimpica in carica. Gli azzurri sono partiti male e si sono ritrovati sotto di 6 gol all'intervallo. (g.g.-r.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

