L’Abruzzo si ferma tra festa e ricordo

Le emozioni sono quelle di sempre, si tramandano di generazione in generazione. Il Giro d’Italia è unico, trasmette gioia ed entusiasmo. Regala sorrisi a piccoli e grandi. Il mondo cambia, niente è...
Le emozioni sono quelle di sempre, si tramandano di generazione in generazione. Il Giro d’Italia è unico, trasmette gioia ed entusiasmo. Regala sorrisi a piccoli e grandi. Il mondo cambia, niente è più come prima, tranne il Giro d’Italia che riesce a catturare l’attenzione di tutti, più o meno appassionati di ciclismo. Tutto si ferma dove passa la carovana rosa. È così da sempre. Quei bambini che sono diventati papà anche domani saranno sulle strade accompagnati dai figli. Il tempo passa e brucia tutto, non il fascino del Giro d’Italia che domani paralizzerà una consistente fetta di Abruzzo. Sì, perché ancora una volta tutti si fermeranno per omaggiare la maglia rosa. Da Vasto all’Aquila, passando per le strade della Statale 16 fino a Ortona, poi sulla Marrucina; i girini attraverseranno tanti piccoli paesi prima di entrare a Chieti e scendere verso la Val Pescara e poi salire verso L’Aquila. Partenza alle ore 12,25 da Vasto, le strade saranno chiuse due ore prima del passaggio dei girini. Nel frattempo, la carovana pubblicitaria - composta da un’ottantina di mezzi - allieterà i desideri dei più piccoli e la curiosità dei grandi. Una festa popolare come solo il Giro d’Italia sa essere in un mondo che cerca nell’innovazione un modo per stupire e rubare l’attenzione della gente. A migliaia sulle strade per vedere sfrecciare i corridori che di solito si ammirano in televisione. Un’emozione unica per Miglianico osservare quel Dario Cataldo che proprio dal paese dell’entroterra teatino è partito per diventare poi un professionista delle due ruote; lo stesso dicasi per Brecciarola di Chieti che ha tenuto a battesimo Giulio Ciccone sul quale tutti ripongono grandi speranze. Saranno i più gettonati. Felicità e gioia sulle strade d’Abruzzo. Ma la Vasto-L’Aquila sarà la tappa del ricordo nel decennale del terremoto del 2009 che ha messo in ginocchio una città che sta lentamente cercando di rialzarsi. Si arriverà nel capoluogo di regione come nel 2010 quando il russo Petrov la spuntò su Cataldo e nel 2005 quando a imporsi fu Danilo Di Luca prima di essere travolto dallo scandalo doping. All’Aquila si correrà nel ricordo di chi non c’è più e per allietare il pomeriggio di chi in questi anni ha sofferto. Il sogno di ogni appassionato abruzzese è quello di vedere Ciccone o Cataldo trionfare a braccia levate verso il cielo, sarebbe la ciliegina sulla torta infarcita di passione popolare. La carovana rosa - circa 1.500 persone che si muovono ogni giorno - si sposterà, poi, sulla costa dove sabato a Tortoreto riprenderà la marcia. Sempre all’insegna della festa e del sorriso.
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