L’addio di Mascara: io non rubo lo stipendio

19 Luglio 2014

Lunedì la rescissione del contratto: «La società punta sui giovani e io ho deciso di farmi da parte»

PESCARA. Il suo addio al Pescara sarà ufficiale lunedì quando Peppe Mascara risolverà il suo contratto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza. Quando ha capito che nella nuova squadra ci sarebbe stato poco spazio, non ha esitato a togliere il disturbo. «Mi è stato detto che la società», afferma l’attaccante siciliano, «vuole costruire una squadra formata da tanti giovani, così ho scelto di andarmene. Nella mia carriera non ho mai rubato lo stipendio e questo non accadrà nemmeno a Pescara, dove la dirigenza mi ha accolto benissimo». Il 35enne di Caltagirone ci tiene a precisare che il rapporto con il presidente Daniele Sebastiani è tuttora bellissimo. Diversamente, con Pasquale Marino non c’è stato modo di ricucire lo strappo creatosi qualche mese fa. Mascara, indispettito dall’utilizzo di Caprari a Castellammare di Stabia (dopo soli tre giorni dall’acquisto), non digerì l’esclusione. «Non mi interessa, nella vita possono verificarsi incomprensioni. Non ho nulla da chiarire, tutti hanno conosciuto il mio pensiero. Però mi chiedo: perché Marino mi ha portato a Pescara se poi non mi ha dato spazio?».

L’epilogo del torneo è stato deludente. Alla vigilia nessuno avrebbe immaginato un rendimento così mediocre. Soprattutto Mascara che all’inizio, quando la squadra arrancava, disse che il Pescara sarebbe tornato protagonista: «Quando risaliremo la classifica», affermò ad ottobre, «non permetteremo a tutti di salire sul carro dei vincitori». Ebbe ragione fino al termine del girone di andata. Da quel momento in poi i biancazzurri crollarono e la causa del disastro resta ancora ignota. Di sicuro il gruppo non era coeso come si voleva fare credere. «Gli uomini veri si vedono nei momenti di difficoltà», dice sibillino, «e la serpe viene sempre scoperta. Comunque, bisogna andare avanti e reagire. Mi auguro solo che tutto serva da lezione ai giovani. Ho sentito Brugman e Capuano, auguro loro di diventare grandi calciatori. Sono rimasto in contatto anche con Maniero e Cutolo: significa che mi hanno apprezzato come persona». Un pensiero al futuro, in attesa di decidere se giocare ancora una stagione. «Presto mi iscriverò al corso per allenatori». Nel frattempo, Peppe si gode il mare a Catania con la moglie Ramona e i tre bambini, Marcello, Francesco e Nicolò. Tutti avvertono un po’ di nostalgia di Pescara. «Vi dico la verità. Ci eravamo ambientati alla grande e ora sentiamo la mancanza della città e dei pescaresi. Abitavamo in centro: tutti ci hanno trattato bene e non lo dimenticheremo». (g.t.)

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